Vadim Zeland: il mio Reality Transurfing

Vadim-Zeland-il-mio-Reality-Transurfing[Vadim Zeland: il mio Reality Transurfing – Articolo di Allegra Mirra]

Potrei cominciare spiegando cosa sia il Reality Transurfing

“Non è una tecnica, non è una pratica esoterica, non può dar luogo a gruppi o circoli o essere protetto da marchi o brevetti perché atto a perseguire l’assoluta indipendenza e libertà dell’individuo.

Ad esso infatti non giova essere soggetto a influenze che per quanto positive e profique prima o poi divengono vere e proprie entità energetiche indipendenti che estrapolano e utilizzano la sua forza vitale.

Il Reality Transurfing è un modo di gestire la realtà, atto ad ottenere potenzialmente tutto, ma proprio tutto, senza opporsi agli ostacoli ma… evitandoli e…”

Ma no! Non comincio da qui!

Ma con quello che mi è successo l’anno scorso… ad Agosto.

Vadim Zeland: il mio Reality Transurfing

Mi trovavo sul lungomare di Cattolica, sola, intorno a mezzanotte… non importa perché fossi li, annoiata, non ero in vacanza.Vadim Zeland il mio Reality Transurfing

Il mercatino era in chiusura, in cuor mio sapevo che qualche cosa sarebbe accaduto, avrebbe dato un senso a quella giornata immobile appena trascorsa, abbellita comunque dal paesaggio leggiadro e dall’aria di mare.

Stanca mi trascino e, di istinto, mi fermo di fronte al banchetto di un bel signore biondo con il quale scambio un paio di battute scherzose…

Apprezzo la merce, esponeva bellissimi minerali e cristalli, di cui sembrava avere profonda conoscenza.

Dai cristalli si passa a discutere di energie sottili, delle mia – e sua – ostilità al potere costituito di scienza e religione.

Da quel giorno ho un nuovo amico, C.

Durante questo scambio appassionato – nonostante la stanchezza dovuta all’ora e, nel suo caso, alla fatica dovuta al lavoro – mentre C risistemava la merce nel furgone mi porge un catalogo di libri, scusandosi perché era spiegazzato:

“Mi dispiace non riuscire a leggere libri, sono così stanco e preso dalle mie preoccupazioni che non riesco ad andare oltre alle prime paine di un libro che mi interessa.

Comunque qui c’è un autore… un libro… dei libri interessanti… ecco la pagina… ecco… reality transurfing… Boh, ho letto qualcosa…non sembra male…”

Chissa perché lui, che poi scoprii essere un ottimo astrologo senza fini di lucro, che non leggeva, che sapeva molto di cospirazione globale, parlava di Ufo e varie simili si sia soffermato proprio sulla pagina dedicata a Vadim Zeland

Da quel giorno ho incontrato il Reality Transurfing: un sistema che ha cambiato la mia ottica sulla vita.

Sono sempre stata fuori dal coro, ma non ho mai amato tutta quella New age imperante in questo momento storico.

Non confondetevi… il Reality Transurfing non è contro il sistema, non parteggia ne si oppone manifestamente a tutto ciò che non mi piace, è utile al poliziotto, al medico, all’anarchico, alla prostituta, all’artista, pure al prete… è di per se neutro… anche se Vadim Zeland nel terzo magnifico volume – Avanti nel Passato – mi ammiccava “facendomi intuire” di essere aperto a certe cose, e il suo ultimo libro non uscito in Italia è palesemente uno smascheramento del sistema.

Zeland è un ingegnere informatico russo laureato in Fisica, esperto in quantistica.

Non un santone che si professa “essere di luce” o qualcosa di simile.

Vadim Zeland: il mio Reality Transurfing

Concetto di Pendolo

Vadim-Zeland-il-mio-Reality-TransurfingIl concetto di pendolo è fondamentale per comprendere la trilogia del Reality Transurfing di Vadim Zeland.

E’ trattato nel primo volume.

All’inizio, prima di approcciarsi alla determinazione, visualizzazione e realizzazione dei propri scopi l’individuo dovrebbe essere alquanto libero dai condizionamenti che lo deviano da ciò che egli realmente vuole ed è.

Ogni struttura creata da un singolo o da un gruppo di individui accomunati da un fine o più fini simili viene chiamata “pendolo”, ed ha una determinata frequenza energetica.

Frequenza – in fisica – è la determinazione della quantità di movimenti oscillatori in un unità di tempo.

La risonanza – in fisica – è il fenomeno per cui l’ampiezza di oscillazione si amplifica e si esalta in presenza di una sollecitazione esterna.

La frequenza è il numero di oscillazioni in un’unità di tempo.

Il campo di informazione creato da individui che pensano e vibrano in uniformità, ad un certo punto diventa indipendente dai singoli che lo hanno costituito, acquisisce un fine proprio che si riconduce sempre al proselitismo, alla recluta di un ampio numero di seguaci, quindi alla repressione o all’isolamento di chi non fosse più in risonanza con esso.

Ad esempio il sistema socio culturale del mondo globalizzato garantisce a chi è in armonia, si adatta, non contesta le istituzioni, gli usi e i costumi una discreta sopravvivenza.

Individui che si adattano e incarnano i parametri funzionali alla sopravvivenza del pendolo – società ad un alto grado di corrispondenza – diventano beniamini del pendolo e possono raggiungere posizioni imoportanti e un alto tenore di vita.

Possono essere felici se la loro anima non aspira ad altro… benissimo.

Ma chi nei confronti di un pendolo si indigna, si preoccupa, si oppone in realtà è in risonanza con esso, la sua energia mentale viene presa al cappio quanto chi ne approva il contenuto informativo (per esempio chi si lamenta delle banche o del governo con una certa carica emozionale).

I pendoli sono sempre distruttivi in quanto si nutrono di energia vitale degli individui sottoposti alla sua sfera di influenza, certo ci sono pendoli poco distruttivi come il golf club, più distruttivi come la scuola dell’obbligo, il governo, l’OMS, organizzazioni “umanitarie”…

Vadim Zeland: il mio Reality Transurfing

Lo spazio delle Varianti

Il Reality Transurfing si fonda su un’assioma, un presupposto indimostrabile scelto arbitrariamente, (Volume 1: Lo spazio delle varianti).

L’assunzione per vera dell’esistenza dello Spazio delle Varianti:Vadim-Zeland-il-mio-Reality-Transurfing-gif

un sistema infinito dal punto di vista spaziale e temporale, dove si intrecciano tutte le linee della vita possibili di ogni individuo, animale, o cosa.

L’intenzione esterna è la risolutezza ad avere qualcosa, l’unità di anima e ragione in riferimento al nostro fine.

L’anima canta – scrive Vadim Zeland – e la ragione si frega le mani soddisfatta.

Non è fede, perché l’assenza di dubbio è impossibile, è l’atteggiamento di chi si prende ciò che gli spetta con la stessa spontaneità e tranquillità di chi andasse a prendere la posta nella apposita cassetta.

Se l’intenzione esterna fosse pura si potrebbe volare nella realtà così come nel sogno, o saltare nel passato e interagire con i propri genitori prima di nascere in questa vita (volume terzo della trilogia Reality Transurfing, “Avanti nel passato“)

Ognuno può, in ogni momento SCEGLIERE il proprio destino. Tweetta!

Sceglierlo e non crearlo.

Infatti se incontriamo grossi ostacoli o sfide al di sopra delle nostre forze, accanirsi può produrre scarsi risultati, ma con estrema fatica.

Si entra nella logica della competizione.

In questa logica uno su mille ce la fa.

E se lo credi, è reale.

Vadim Zeland: il mio Reality Transurfing

Legge di Attrazione

In quest’ultimo aspetto il Reality Transurfing ha qualcosa in comune con la Legge di Attrazione… più che i pensieri sono quelle credenze che generano emozioni che a contribuire alla creazione della nostra realtà.

Solo che la visualizzazione dell’obiettivo avviene in modo differente, o meglio, Vadim Zeland spiega con molta più precisione il perché quasi tutta la gente che pratica la meditazione, visualizzazione, si attiene a libri come “The Secret” o simili, non ottiene risultati da balzo quantico…

Continuano a dover lavorare per campare anche se non amano il lavoro, ad ammalarsi, a fallire.

Infatti (volume 2, Il fruscio delle stelle del mattino),visualizzano l’obiettivo o il sogno della vita come spettatori di un film, dall’esterno, sollecitando anche i 5 sensi ma senza “sentirsi” dentro al risultato e non proseguono col visualizzare ogni singolo segmento del percorso verso il fine suggerito dalla sinergia tra intenzione esterna e spazio delle varianti.

Esempio: chi visualizza il film della propria dimora ideale, un film anche ricco di dettagli sensoriali, magari incontrerà spesso case simili nella propria esperienza reale… ma difficilmente la possiederà o ci andrà ad abitare…

Certo, anche “The secret” e i libri di Joe Vitale accennano all’importanza dell’emozione più che del pensiero in sé.

Gregg Braden nei suoi testi tratta in modo scientifico ed esaustivo la modalità di preghiera essena caratterizzata dalla gratitudine a priori nei confronti del risultato, ma lo fa coniugando la scienza dei quanti con una forte attitudine spirituale (vedi ad esempio “La Scienza Perduta della Preghiera“).

Anche Wilde nel nei suoi scritti accenna alla scienza dei quanti, tratta le leggi della manifestazione della realtà a partire dall’inconscio o dal sé superiore, ma il suo mondo, specie negli scritti più recenti, è quello di una religione sincretica cristiana, animista, induista.

Vadim Zeland in questo frangente è più adatto a me: a mio avviso è triste fare pratiche spirituali e sedersi in posizione del loto senza avere la libertà materiale, economica e la competenza per ottenere ciò che vuoi!

Non ciò che vuoi per dimostrare agli altri il tuo potere, ma ciò che vuoi nel profondo dell’anima…

Infatti, nel primo volume introduce con l’esperienza onirica che lo ha portato ad intuire quanto esposto nei tre volumi (anche scienziati come Wolfgang Pauli fecero molte scoperte attraverso i sogni), poi si esprime circa altre filosofie e approcci all’esistenza.

Contesta i metodi di auto miglioramento, ma non asserendo come molti metafisici che “siamo già perfetti così”, il che dà adito all’equivoco che sia meglio accettare e accontentarsi, bensì è convinto che il percorso verso i nostri desideri, anche i più “impossibili” e il raggiungimento di questi rappresenti il nostro “essere sé stessi” e la vera perfezione.

Mi è piaciuto subito perché non fa le solite prediche sui pericoli dell’ego, sull’accettazione (se non nel senso di lasciare andare i settori del mondo che non ci vanno senza ostinarsi a cambiarli e sceglierne altri), asserisce che non si può dire a un povero disgraziato che sia brutto, sfortunato, povero, che faccia un lavoro che odia, che queste condizioni siano dovute al karma!

Alle conseguenze delle vite passate… poveraccio, le ricordasse almeno…

Filosofie come il buddismo, e questa è un’ aggiunta mia, hanno mantenuto poveri e arrendevoli interi popoli con la scusa del karma…

Tornando al nostro Vadim Zeland, il futuro comunque non possiamo cambiarlo… o poco e con fatica.

Ma come, allora cosa porta di buono il Transurfing?

Che puoi cambiare poco se rimani nella linea della vita (uno degli INFINITI percorsi tra presente – passato – futuro possibili per ogniuno di noi) dove sei sfigato, ti accontenti, ciò che ti piace fare non paga, hai migliaia di concorrenti che ti superano… ma…

Vadim Zeland pone il paragone dell’uomo che si accanisce come la mosca che si ostina a sbattere contro un vetro chiuso quando… vicino vi è una finestra spalancata!

Qui va fatta una puntualizzazione, tramite esempi.

Supponiamo che devo capire ciò che voglio nella vita… ma ciò che voglio, e Vadim Zeland dice di non porsi limiti.

Vi è una linea della vita dove è possibile ciò che vogliamo… anche per dire volare col solo corpo nella realtà fisica… lui dice di non conoscere nessuno che ci sia riuscito, ma ciò non toglie che si possa.

Certo, richiede una forte Intenzione Esterna, perché vorrebbe dire disinnescare le credenze radicate nell’inconscio che si possa volare solo nel sogno…Inanto è provato che qualche santone riesca a levitare, e non è poco!

L’esempio è mio, ma non travisa il messaggio di Vadim Zeland.

Vadim Zeland: il mio Reality Transurfing

Diapositiva

Bene, voglio un esempio forte… uno ha già 50 e rotti anni, non ha le competenze o non ha studiato, e il suo sogno profondo è diventare campione di fondo agonistico o… un grande virtuoso del violino ( e non sa suonare).

Non è solo una sfida… da sempre è stato il suo profondo desiderio… secondo al mentalità comune non può realizzarlo, non ha più l’apprendimento di un ragazzino, i muscoli, i riflessi.

Inoltre ha figli, un lavoro senza il quale non campa la famiglia.

Secondo il Reality Transurfing non otterrà nulla se si accanisce a cambiare la mentalità del mondo, anzi è meglio che non faccia partecipe altri, nemmeno al moglie rompi-scatole.

Gli sembra impossibile ottenere tutto ciò.

Lui però potrebbe visualizzarsi e “sentirsi” come se fosse già un grande violinista, ma senza sforzo, gradualmente, attraverso la Diapositiva – così si chiama la creazione della scena dell’obiettivo raggiunto nel Reality Transurfing per differenziarla dalla visualizzazione comune…

Col tempo gli sembrerà un po’ meno irrealizzabile il poter studiare otto ore violino, riconquistare l’apprendimento di un bambino e suonare con stile personale ma con la tecnica di un grande violinista (importante sottolineare lo stile personale perché i modelli nel Reality Transurfing servono da stimolo ma non vanno copiati, ogniuno diventa una stella se crea il suo pendolo o diventa perlomeno beniamino di una di queste strutture energetiche).

Poi chiariremo il significato di pendolo.

All’inizio gli risulterà difficile visualizzarsi… ma non dovrà compiere eccessivi sforzi a combattere il dubbio.

La fede, tanto decantata nella Legge di attrazione presume una lotta contro il dubbio, il che comporta sforzo, poco piacere, conflitto con se stessi.

L’aspirante Isaac Stern deve trovare un equilibrio… un minimo sforzo dosato per sentirsi violinista, associato magari ad alcuni trucchi e tecniche che si apprendono solo nel terzo volume – come esasperare la disperazione fino al grottesco quando sopravviene e l’esercizio efficacissimo della chiave di volta che permette di percepire la sensazione futura che seguirebbe la realizzazione del proprio mondo ideale.

Ma , nel frattempo, l’uomo si sentirebbe un pazzo, un illuso… la moglie e i figli lo farebbero rinchiudere… un conto studiare violino da hobbista, ma così proprio no.

Bene, deve ascoltarsi, e decidere se nel settore dello spazio delle varianti in cui egli ha realizzato il suo sogno, (più che decidere deve ascoltare il fruscio delle stelle del mattino, ovvero la vocina timida della sua anima),per capire se nel suo sogno è prevista l’esistenza della attuale moglie rabbonita e aperta mentalmente all’impossibile o… se è disposto a perderla.

Spesso l’anima risponde “ni”, non sa tutto, sa solo quando la risposta è no.

Per cui a volte occorre tempo per capire se quello cui aneliamo è davvero il nostro sogno.

Mettiamo che lui e la moglie si amino… sceglie un settore in cui è un grande violinista e la moglie… è ancora al seguito.

Al limite finchè è in fase di visualizzazione potrebbe aggiustare l’opera.

Vadim Zeland: il mio Reality Transurfing

Il Frame

Oltre alla diapositiva può utilizzare una tecnica più difficile ma a mio avviso più efficace, il “frame”.

E’ dedicato al frame un capitolo del secondo volume.

E’ l’inserzione di un’immagine multisensoriale istantanea accompagnata dalla relativa sensazione profonda, uno “shot” brevissimo ed efficace, all’interno di un momento in cui la ragione non sia del tutto addormentata come nel sonno profondo, e nemmeno come nel sonno REM (in cui si sognano cose che si ricordano), ma mantenga un grado minimo di vigilanza bastevole a dar luogo a questo processo.

Insomma illumini un quadro istantaneo del tuo successo GIA’ RAGGIUNTO in uno di quei momenti dove l’intuizione inconscia prevale sulla ragione.

E’ efficacissimo.

Il nostro signore cosa farà con i dubbi… non ci crede di poter diventare violinista… è dura per un bambino.

Deve rinunciare all’Importanza, che è un surplus di energia che turba l’equilibrio circostante.

In questo caso l’Importanza interna è la convinzione di non avere le capacità di ottenere, quella esterna è data dal giudizio degli altri, dall’impossibilità di accedere al conservatorio, etc.

Ricordo che l’importanza in eccesso per Vadim Zeland è anche generata da sensazioni positive come estremo entusiasmo, idealizzazione, oltre che da boria, senso di colpa, di superiorità, astio, vergogna, paura.

Il bello di questa ottica è che suggerisce il modo di liberarsi dai sensi di colpa, dall’ansia, di ridurre l’importanza incanalandola al limite nell’azione materiale, che ha una sua parte nel processo ed è definita intenzione interna, l’agire nella variante della linea della vita dove ci si trova.

Chi si basasse, come fa più o meno sovente l’uomo comune, in modo preponderante sull’azione, incontra quasi sempre delusioni e insuccessi che incrementano il dubbio anziché ridurlo, come invece avviene man mano che si produce la realizzazione del fine affidandosi alla propulsione del vento dell’intenzione esterna.

In questo caso il violinista dovrà paradossalmente RASSEGNARSI all’insuccesso perché è l’unico modo di ridurre la paura del fallimento.

Otterrà quello che da altri scrittori viene chiamato distacco dal risultato, ma è una rassegnazione “di servizio” atta soltanto ad avere la mente libera come un bambino, e a concentrarsi sulla visualizzazione e sul processo di realizzazione della sua carriera musicale.

In un certo senso ci si rassegna all’insuccesso ma si sa che così si avrà successo!

Il primo e soprattutto il secondo volume insegnano bene come fare.

Ciò da risultati miracolosi.

E ora, diventerà un violinista il nostro uomo di mezza età?

No, non si avvicina di un passo al suo obiettivo.

I sogni e i desideri, dice Vadim Zeland, non si realizzano.

Certo, il frame e la diapositiva “aumentano la sfera di benessere” della persona, riducono l’importanza esterna e interna, nel frattempo si accresce la consapevolezza, cioè si affossano o isolano o estinguono i pendoli, la cui definizione riporterò in seguito, che ostacolano il nostro sogno e la nostra indipendenza.

Ma non basta.

Il risultato miracoloso cui può portare questo nuovo modo di gestire la realtà è l’attenzione ai segnali, agli imput e alle indicazioni “lanciate” dallo spazio delle varianti quando cominciamo ad avere un minimo,

Non dico totale accordo tra anima e ragione, cioè quando quest’ultima inizia a ridurre i dubbi, le elucubrazioni, il “guardare in faccia la dura realtà” che discorda con il puro desiderio dell’anima.

L’anima non si esprime attraverso il logos, il ragionamento discorsivo, ma attraverso sentimenti, emozioni germinali, gioia, paura.

I segnali ci vengono inviati in vari modi, il più affidabile dei quali è l’intuizione.

Il sogno premonitore ha una sua valenza ma in realtà non premonisce, facilita l’accettazione da parte del nostro ego della realtà contenutavi, e ne facilita la realizzazione… certo può “causare” anche eventi esterni a noi, ma determinarne la realizzazione sicura no.

Il futuro violinista, ora cominciamo a chiamarlo così, comincia a credere un pochino, a ventilare la possibilità di una carriera musicale.

Ora non deve pianificare tutto il percorso, ne tantomeno visualizzare il raggiungimento dell’obiettivo… oh, no: questo sarebbe deleterio specie se l’obiettivo è tanto lontano dal presente… ciò innescherebbe ulteriore dubbio e paura.

Vadim Zeland: il mio Reality Transurfing

Visualizzare il Denaro

Vadim Zeland fa l’esempio di colui che vuole essere ricco e visualizza una cassaforte piena di banconote, le sente, le tocca nell’immaginazione.

In primis sbaglia a visualizzare il denaro, non perchè il denaro sia negativo, ma perché sono solo banconote o soldi virtuali (carte di credito), sono cioè oggetti che di per se non hanno impatto sull’anima, vera motrice del processo di realizzazione.

Un altro conto se si visualizzano banconote o monete perché si amino collezionare e si apprezzino come oggetti!

In secondo luogo il denaro è un attributo accessorio, nemmeno un mezzo per raggiungere il nostro sogno, anche se questo fosse possedere un’isola sul Mediterraneo, i soldi arriveranno da se se procediamo in modo corretto.

Infine, se il proprio scopo fosse la ricchezza, bene, questo è uno scopo, ma non il denaro, ma quello in cui consiste la nostra ricchezza… ville, yacht, abiti, viaggi.. etc, il risultato GIA’ raggiunto… la cassaforte colma è l’atto de il raggiungimento del risultato, un concetto molto differente.

Non ne seguirà nulla… forse si vedranno più spesso cassaforti e banconote.

Nella mente del nostro simpatico protagonista, ad un certo punto, quando sarà un po’più fiducioso, diciamo che non esclude più proprio del tutto un suo successo, anche se pensandoci su si da ancora del pazzo, balenerà prima o poi un’intuizione, non dico sconvolgente, potrebbe essere una decisione presa “a naso”, che lo condurrà alla consapevolezza di quale sia il primo segmento del percorso da fare…

Una mattina gli viene da andare al bar da Tony, dove non si reca da molto… Lì incontra un conoscente che gli dice che un suo amico, stanco del lavoro, si è ritirato prima della pensione in una zona rurale di un paese sottosviluppato, dove fa caldo tutto l’anno e se ci si accontenta di tre pasti al giorno, investendo molto poco in una casa, si può vivere senza lavorare…

Di li gli viene l’ispirazione di partire per quel luogo in vacanza, in seguito di lasciare il lavoro comprare li una casetta, o affittarla e viverci sebbene ciò comporti un rischio… ma impara ad ascoltare sempre di più la sua anima, si pone anche un “paracadute”, una soluzione di riserva come può essere una assicurazione privata sulla vita per attutire l’importanza data dalla paura del fallimento.

Abbassare l’importanza.

Certo, l’esempio dell’aspirante violinista può essere reale ma è un caso particolare, in altri casi e linee della vita crearsi una “riserva di sicurezza” può essere continuare il proprio mestiere mantenendo un approccio “vaudevilliano”, dandosi in affitto con distacco ma ineccepibilità in un lavoro che non è il nostro mentre si utilizza la visualizzazione e l’intenzione per raggiungere il nostro fine, vivere senza lavorare o fare il lavoro che ci piace.

Ma nel caso del violinista lavorando part time e vivendo nella società civile non avrebbe realizzato il suo sogno.

La moglie lo lascia, magari, ma l’anima non mente e lo induce a seguire il suo sogno.

Sa che non deve farsi prendere dai sensi di colpa nei confronti della famiglia, per ora lo sa soltanto.

Partendo per la meta esotica ha già realizzato il primo segmento della catena che conduce al proprio obiettivo… il prossimo potrebbe essere… l’incontro con un esimio violinista che ha la sua seconda dimora in quel luogo magico… prendere lezioni… studiare senza troppa fatica molte ore e vivere in profondità la magia della musica, l’approccio guidato a una o più pratiche che gi riportino la mente e il fisico alla efficienza ed elasticità di un ragazzino… perchè no.

Con il Reality Transurfing non vinci i dubbi, li dissipi a poco a poco con il SAPERE.

Appena il protagonista dell’avventura vede qualche minimo risultato, deve trattenersi sì da facili entusiasmi che turberebbero l’equilibrio e cui seguirebbe una bella “botta sul naso”, ma comincia ad accorgersi che l’intenzione esterna, l’accordo anima-ragione, funziona.

Ne segue una catena di segnali, intuizioni… certo è fondamentale anche l’azione nel mondo, l’intenzione interna, perché viviamo in una realtà materiale dove vige la forza di inerzia.

Vadim Zeland: il mio Reality Transurfing

Intenzione Interna o  Azione

Non vi è violinista che non studi molte ore.

Ma se il violino è il suo sogno, studiare non gli pesa se non un minimo per la fatica fisica, gli da gioia, anche dopo una giornata di allenamento ove non abbia prodotto un suono apprezzabile, come succede spesso nei primi anni di studio, non si sente svuotato.

Al massimo arrabbiato se ha eseguito i passaggi in fretta e male.

L’intenzione interna, o azione, è l’azione all’interno dei settori di una determinata linea della vita.

Il suo uso è improprio e inefficace se atto a modificare i settori di spazio delle varianti all’interno di tale linea.

Il violinista sarebbe finito male se avesse tentato di lasciare il lavoro nel suo paese occidentale e rimanendo in famiglia, avrebbe turbato l’ equilibrio di quel settore di mondo imponendo uno scenario che non vi era pertinente.

Avrebbe avuto molte persone che gli si rivoltavano contro.

Insomma Vadim Zeland spiega perché i sogni non si realizzano, i desideri… nemmeno.

Ma l’Intenzione Esterna aiutata da quella Interna si, eccome!

E il fatto di essere lasciato dalla moglie e biasimato dai figli?

La natura, e l’approccio del Reality Transurfing si basa sull’equilibrio e il rispetto delle sue leggi, è di per se perfetta… procediamo con naturalezza, consapevolezza,in perfetta armonia di anima e ragione aiutando la corrente dello spazio delle varianti con un minimo lavoro di remi dell’intenzione interna, la visualizzazione è il timone, l’intenzione esterna invece muove la vela della fregata che rappresenta il nostro viaggio verso la meta che sognamo.

Quindi se la nicchia ideale di questo transurfer includesse la rottura on la famiglia, ciò avverrebbe comportando il minor dolore possibile, sarebbe quasi una liberazione… altrimenti,il come e quando egli lo saprà quando sarà “arrivato” a visualizzare l’anello della “catena” corrispondente, si riappacificherà con i familiari, orgogliosi magari di aver ritrovato dopo sei anni un vero virtuoso del violino maturo ma ringiovanito fisicamente dalla gioia e dal successo in luogo del contabile stressato.

Magari egli ha conosciuto un gruppo di musicisti free lance di altissimo livello, scopre un talento per il jazz, viene riconosciuto, suona e incide dischi e… ha scavalcato tutti gli ostacoli che i circuiti musicali convenzionali frapponevano tra lui e il suo sogno.

Ha una tecnica da fare invidia ad un virtuoso della classica, per sei anni non ha fatto altro che nuotate al mare, yoga, stretching, alimentarsi in modo sano, copulare con qualche bella indigena, e suonare otto ore al dì.
Fantastico!

E’importante nel Reality Transurfing , specie se l’obiettivo è lontano o “impossibile”, visualizzare e mettere in azione solo e soltanto l’anello CORRENTE della catena.

Altrimenti si creano potenziali superflui, surplus di energia a detrimento della manifestazione e del benessere.

E’ questo che realizza i sogni, che porta i risultati.

Ovviamente è bene mantenere in atto anche la diapositiva o il frame del risultato GIA’ RAGGIUNTO, per ampliare la sfera di benessere, è utile anche nei momenti inevitabili di scoramento.

Ho voluto fare l’esempio pratico del violinista, che è inventato da me, per far capire che il Reality Transurfing è davvero efficace, anche perché le discipline che sono in voga attualmente sovente portano esempi di obiettivi molto “dentro al sistema”… la bella macchina, la bella casa, la famigliola del mulino bianco, più fatturato nell’azienda, voti più alti a scuola, il fidanzato con i bicipiti … ma spesso non rappresentano ciò che una persona desidera nei meandri più profondi dell’anima.

Mike Doodley – se non sbaglio nell’ “Arte di far accadere le cose” dice qualcosa come “forse sarà troppo tardi per iscriversi a medicina, ma sarete felici lo stesso”… allora dove è l’arte di realizzare le cose!!!?

Certo, può essere che la facoltà ti rifiuti ma un Transurfer trova lo stesso il modo di studiare, aggirare l’ostacolo, finchè non è talmente competente e fa una scoperta o una ricerca importantissima (magari gli giunge come attributo accessorio il denaro o la condizione per utilizzare un laboratorio all’avanguardia), tanto che faranno per lui una deroga e otterrà l’accesso all’università e la laurea!

Mi piace il Reality Transurfing perché è in linea con il mio pensiero che sia possibile tutto e il contrario di tutto, non da limiti ma non promette nulla, la riuscita non dipende da una volontà o coscienza esterna alla nostra.

Vadim Zeland non tiene corsi, non ha brevettato questa modalità come disciplina o tecnica codificata, è individualismo puro, lui si è limitato a guadagnare, a mio avviso meritatamente, dai suoi libri, e ad esporre ciò che gli si sarebbe rivelato utile, le regole che non andrebbero a suo avviso ed esperienza violate per manifestare ciò cui abbiamo diritto: la felicità.

Punto.

Vadim Zeland: il mio Reality Transurfing

Conclusione: servirci dei Pendoli

Per raggiungere il nostro fine, paradossalmente, dobbiamo servirci dei pendoli.

Due sono le vie: la prima consiste nello scegliere un pendolo già esistente e diventarne beniamini.

Questo può essere anche un pendolo “fuori dal sistema”, non necessariamente in linea con la mente comune che mantiene il più della gente nell’inconsapevolezza… può essere il pendolo dell’ “unschooling”, istruzione parentale non scolastica, degli obiettori di coscienza, dell’autoguarigione tanto quanto quello dello star sistem, della moda, degli affari e via così…

Un’altra via, quando non esiste alcun pendolo cui aggrapparsi, è la via da percorrere quando non vi è alcun pendolo che sostenga il nostro sogno, o cerchiamo qualcosa di veramente unico…

Creare un nostro pendolo che rispecchi esattamente ciò che siamo risoluti ad avere…

Potrebbe essere una zona della terra dove vivere ed educare eventuali figli al di fuori delle leggi e degli accordi internazionali, nell’abbondanza e totalmente indisturbati, lontano da tutte le strutture e trappole con cui il “sistema” fomenta la paura e ci fa credere di essere deboli.

Ma non vi è spazio per i riformatori, rivoluzionari… il transurfer è individualista, crea la sua fetta di mondo e non può intervenire sui settori altrui senza essere colpito da quelle forze equilibratrici che bilanciano l’energia dell’universo, infatti quando ci si accanisce a cambiare il mondo si crea un potenziale di importanza.

Ci si dovrebbe comportare come ospiti ad una mostra di quadri… se non ci piacciono si cambia sala ma non ci si sogna di rimuoverli!

[Vadim Zeland: il mio Reality Transurfing – Articolo di Allegra Mirra]

[Copyright immagini Natalia Ivanova]

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Altri articoli sull’argomento: su Vadim Zeland, su Avanti nel Passato, sul Reality Transurfing, ancora su Avanti nel passato e Reality Transurfing.

Approfondimento: Video di Vadim Zeland in italiano

Parte 1 (se preferisci guardarlo su youtube: Vadim Zeland parla del Transurfing 1 sub ita italiano):

 Parte 2 (se preferisci guardarlo su youtube: Vadim Zeland parla del Transurfing 2 sub ita italiano):

Video Reality Transurfing:

PS

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