La felicità è trovare la risposta a questa sola domanda

La felicità è trovare la risposta a questa sola domanda[La felicità è trovare la risposta a questa sola domanda – Articolo di Andrea Necchi – Inventore Quantico]

Non avrei mai pensato che cominciando a cercare la felicità avrei capito come fanno gli stormi di uccelli a muoversi nel cielo come se fossero un tutt’uno, così come fanno i branchi di pesci, perché non c’è un leader che guida, sono realmente l’espressione di una sola entità, e io so qual è.

Tutto inizia circa 18 anni fa, ero uno studente di PNL di belle speranze.

Un giorno stavo chiacchierando con i due docenti di quel modulo durante una pausa caffè del corso, che frequentavo da ormai un anno, e me lo ricordo molto bene: erano la Dr.ssa Silvana Cominetti e il Dr. Fabio Tamanza.

Ad un certo punto Silvana mi fece una domanda che mi diede da riflettere per i successivi 14 anni.

Siete pronti?

E’ una di quelle domande che ti cambiano la vita:

“Che cosa t’impedisce di essere felice ora?”

Sapete la risposta? In teoria o…in pratica?

Da quel momento sono successe tante cose nella mia vita, è ovvio, sono passati tanti anni, ma per così tanti anni quella domanda è rimasta in sottofondo senza mai comprendere bene quale fosse la risposta giusta – più che giusta o sbagliata direi utile.

Era un po’ come un “koan”.
Forse sai cos’è o magari no, ma il koan è lo strumento di una pratica meditativa Zen, consistente in un’affermazione paradossale o in un racconto che aiuta a risvegliare la consapevolezza di sé e la comprensione profonda della natura ultima della realtà.

Detto in altre parole è uno strumento per l’illuminazione, uno dei tanti, che appartiene ad una cultura lontana dalla nostra.

Io avevo il mio bel koan occidentale, e dato che sono del Toro, quindi cocciuto e testardo, non ho mollato la presa per 14 lunghi anni.

E’ facile ricordarsi questo Mantra:

Che cosa m’impedisce di essere felice ora?

Sono così tante le occasioni di infelicità che può diventare facile e spontaneo ricordarsi di questa domanda.

Si sa, le domande che ti fai determinano le risposte che trovi!

Ma 4 anni fa ho trovato la risposta, non nella mia testa, è stata come una fiammata che mi ha bruciato, una vera rivelazione che mi ha profondamente sorpreso: si, la forte emozione era costituita soprattutto da sorpresa.

Poi ho cominciato a ridere, un po’ per la felicità di avere trovato la risposta, un po’ per tutti i ragionamenti che avevo fatto per così tanti anni, di cui adesso potevo ben ridere.

Sapete cosa è successo da quel momento?

Ho cominciato a trovare le risposte a tante cose che mi chiedevo da anni, tipo come fanno i modellini di piramide di Cheope ad affilare le lamette, l’acqua di Lourdes ad essere considerata miracolosa – e ho capito anche che i miracoli non c’entrano niente – e anche come fanno i rimedi omeopatici a funzionare, che i miracoli esistono così pure come la magia, come neutralizzare l’inquinamento elettromagnetico e i disturbi geopatogeni, insomma, detto così sembrerebbe che ho capito tutto, ma soprattutto ho capito come fare le cose che avevo capito, non solo capire e basta.

Interessante vero?

Piacevoli effetti collaterali nell’avere trovato la risposta al mio koan, risposta che dovrebbero trovare tutti!

Ho capito anche cosa è la paura, profondamente, ho potuto viverla e sentirla profondamente, in modo da risvegliare il coraggio, che senza la paura non può letteralmente esistere.

Come fai ad essere coraggioso se non provi paura?

Grande opportunità la paura, magnifica risorsa, solo così puoi sentire la forza del coraggio dentro di te, la determinazione, la risolutezza, il non fermarsi davanti a niente per raggiungere uno scopo in cui credi, possibilmente etico, virtuoso e amorevole.

Se è così allora l’Universo ti aiuta, altrimenti scateneresti energie molto difficili da controllare, che ti ritornerebbero indietro.

Perché si raccoglie sempre quello che si semina! Senza eccezioni.

Vogliamo parlare della “sicurezza”? Questo è un bel argomento, di questi tempi si potrebbe dire che è l’Argomento.

Sicurezza e Libertà

Si vive nell’insicurezza, soprattutto economica, tutti quindi cercano la sicurezza, normale no?

Per niente! E’ una follia, assolutamente controproducente.

Forse alcuni si chiederanno cosa c’è di strano nel cercare la sicurezza, magari per sé e per i propri cari, forse qualcuno potrebbe inquietarsi per questa mia affermazione perentoria: la cosa non mi interessa, cercare la sicurezza è da stupidi, e tutti quelli che la bramano si meritano la frase della mamma di Forrest Gump: “Stupido è chi lo stupido fa!”.

Bene, finita la provocazione vi descrivo cosa significa sicurezza.

Avere bisogno di sicurezza vuol dire avere paura di qualcosa: perché mai vorrei sentirmi al sicuro se non avessi paura di qualcosa?

Lo vedete un castello arroccato su un picco roccioso? Paura.

La paura ha una qualità di contrazione, provate a far paura a qualcuno, spontaneamente lo vedrete ritrarsi, proteggersi, chiudersi, tutte azioni coerenti con la qualità della paura!

Cosa vi aspettate da una vita alla ricerca della sicurezza?

Espansione, crescita, apertura?

Pensate di riuscire a cogliere le opportunità che vi passano davanti agli occhi se siete lì con le mani sul volto, tremanti e impauriti?

Non vi preoccupate, ripeto che sono del Toro, il cui compito nella vita è l’autostima, il superare il bisogno di sicurezza, cercato soprattutto nel possesso dei beni materiali: quando scrivo come qualche riga sopra, so bene di cosa parlo, ero io.

Il primo posto dei miei valori era la sicurezza, non me ne fregava niente dei soldi, era la mia (ex!) moglie che se ne preoccupava, io mi sentivo al sicuro.

Fino al giorno in cui separazione e divorzio – gran giorno 🙂

Cosa ho fatto allora?

Ho scoperto che il posto più sicuro al mondo è la cella di massima sicurezza in un carcere di massima sicurezza!

Sicuro si, ma per niente libero.

Illuminante, vero?

Ora al primo posto dei miei valori c’è la libertà, e da quel momento tutto è cambiato.

La qualità della libertà è ben diversa da quella della sicurezza, non ve lo dico io, pensateci voi 🙂

L’Inventore Quantico

Oltre ad avere scoperto la teoria e la pratica per fare cose straordinarie, vi aggiungo alla lista precedente anche come informare Andrea Necchi - L'Inventore Quanticol’acqua e altri materiali, come trasformare un foglio di carta in una medicina, come usare indifferentemente colori, suoni e Oli Essenziali per produrre effetti sulle persone, e anche perché questo succede.

Tutto per avere trovato la risposta al mio koan, che dovrebbe essere anche il vostro.

Cos’altro ho scoperto?

La mia creatività, anche questa ce l’hanno tutti, ma è sempre sepolta sotto un sacco di macerie, tipo convinzioni, credenze, opinioni, tutta robaccia ben nota.

Ma ci credereste se vi dico che ho inventato cose per oltre 25 anni e solo da quattro anni mi sono reso conto di essere creativo?

Voi non sapete le banalità che dicevo quando mi chiedevano che lavoro facessi: Consulente, R&D (acronimo inglese per ricerca e sviluppo), Responsabile Commerciale, General Manager, Presidente (di srl con una dozzina di soci), ma mai quello che invece ho scoperto solo da quattro anni.

Provate a chiedermelo adesso!

Io sono (o faccio?) l’Inventore.

Mi ci trovo a mio agio, prima non riuscivo neanche a pensarci.

L’Amore

Poi ho scoperto un’altra cosa bellissima: l’Amore 🙂

Amo, riamato, una donna molto più giovane e bella di me, lei è sempre stata tormentata da frotte di uomini, dovreste vedere come mi guardano quando siamo insieme.

Ma sapete come ho fatto a conquistarla?

Lo volete sapere un trucco?

Non ho fatto nulla, anzi, lei mi riconosce di essere stato l’unico uomo che non ci ha mai provato.

Io non ci avevo nemmeno pensato, mi era simpatica e ci parlavo volentieri, l’ascoltavo e le parlavo, l’accompagnavo a fare la spesa, per aiutarla con le borse, ma non ho mai pensato di provarci.

La lezione è questa: la verità è paradossale, perché include gli opposti, solo così è completa; una verità schierata solo da una parte o dall’altra è sempre parziale.

Cosa c’entra?

C’entra che con lei sono stato “vero”, ero me stesso, non dovevo dimostrarle nulla, ero tranquillo e soprattutto avevo trovato la risposta al mio koan.

Milton H. Erickson

Mi viene in mente una bella storia di Milton H. Erickson, di quando era piccolo e viveva in una fattoria.

Lui è stato un grande terapeuta, con il dono della parola, guariva con le parole.
Cercate su internet e ne leggerete delle belle.

La storia è questa:

lui aveva avuto la poliomelite e questo gli causava problemi di mobilità, era molto gracile.

Suo padre un giorno stava sudando le proverbiali sette camicie cercando di tirare un toro – attaccato alla corda – dentro la stalla, mentre Milton era seduto su un muretto a ridersela osservando la scena.

Il padre ad un certo punto si irritò, e gli disse di farlo lui, visto che era così bravo a ridergli dietro.

Milton si tirò su e si diresse verso questo enorme toro, gli prese la coda e gliela tirò.

L’animale, un po’ infastidito, avanzò ed entro dentro la stalla.

Questo era Milton da piccolo, immaginate cosa è diventato da grande.
Spesso le soluzioni sono controintuitive!

E sempre i problemi sono opportunità nascoste, questo l’ho sperimentato sempre in questi ultimi quattro anni.

Il trucco che ho usato per trasformare sempre i problemi in opportunità è semplice, beh, più o meno semplice 🙂

Avrebbe bisogno di una serie di premesse molto importanti, ma tanto questo articolo avrà un seguito e quindi le premesse ve le racconterò un’altra volta.

Ma questi due elementi, insieme alla soluzione del koan, sono determinanti: gratitudine e fiducia.

Gratitudine e Fiducia

La Gratitudine è la qualità dell’amore espressa in un modo facile da praticare e da capire.

Dire ad uno: “ama!” non è propriamente come dargli un libretto di istruzioni, viene facile chiedersi come posso “impormi” di amare, mentre dire “sii grato per quello che sei e quello che hai” è già più comprensibile, si può capire praticamente cosa fare per provare gratitudine.

E la Fiducia?

Per esprimere in modo completo cosa intendo per “Fiducia”, devo proprio raccontarvi delle premesse, ma ora non posso: questo è un articolo e non un libro.

Promesso che la prossima volta lo faccio.

Immagino che tutti quelli che sono arrivati a leggere fin qui si stiano chiedendo quale sia la risposta del koan, e molti altri invece si stiano chiedendo chi diavolo sono io per fare tutte queste affermazioni così poco modeste 😀

Dopo aver trovato la risposta al koan, ho avuto l’occasione – appena separato 🙂 – di voler capire cosa mi sarebbe piaciuto fare da grande: all’alba dei 46 anni non mi sembrava troppo tardi.

Mi sono impegnato senza riserve per capirlo, avevo studiato tanto su di me ed ora era arrivato il momento di applicarlo.

L’ho fatto per 6 mesi con determinazione.

La risposta è arrivata con mia grande sorpresa, quando meno me l’aspettavo.

La notte tra il 30 e il 31 dicembre 2008 sono andato a dormire, ma a letto mi aspettavano pensieri a ciclo continuo, era come se una parte di me osservasse il flusso di pensieri che mi passavano dentro la testa.

Mi sono alzato per scriverli, ho fatto su e giù fino alle 5 del mattino per scrivere tutto.

Il giorno dopo ho riletto tutto e ho deciso che l’idea che mi aveva visitato era bellissima, e quindi quella sarebbe stata la cosa che avrei realizzato.

Ho deciso di seguire un sogno, e questo mi ha fatto capire meglio la realtà.

Come Volevasi Dimostrare, ancora una volta il paradosso, tirare indietro il grosso toro lo fa avanzare, l’amore della mia vita non ho neppure pensato di conquistarla, che mi ama anche se non sono giovane e ricco 😉 e via così.

Nei prossimi articoli che intendo pubblicare qui su Ricchezza Vera (e sul mio sito), comprenderai meglio cosa vogliono dire gli apparenti deliri di grandezza di cui ho scritto in questo post, spero vi divertirete a leggerli.

La Risposta alla Domanda

Volete proprio sapere qual’è la risposta giusta, cioè utile, al koan tormentone di questo scritto?

Siete pronti a sapere la Verità, che libera sempre ma spesso fa molto male?

Forse pochi la capiranno, ma è un seme che se coltiverete con amore, fiducia e gratitudine, potrà germogliare e darvi tanta felicità, molta più di quella che riesco ad augurarvi io.

La risposta è: “niente”.

Io scelgo di essere felice ora, e se ripeto questa scelta ogni momento, nulla può turbarmi, perché nulla può riuscire a farlo.

Essere felice significa semplicemente provare emozione per quello che stai facendo.

Un abbraccio a tutti.

Andrea Necchi

[La felicità è trovare la risposta a questa sola domanda – Articolo di Andrea Necchi – Inventore Quantico – EnergyWater.it]

PS

Per vivere di Rendita occupandosi di ciò che ti appassiona, guarda questa Meditazione Interattiva tratta da “Rendite da Passioni”.

PPS

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