Legge di Attrazione: Può Rabbia e Diffidenza Attrarre Amore?

Legge di Attrazione Amore cuore[Legge di Attrazione: Può Rabbia e Diffidenza Attrarre Amore? – Articolo di Daniela Cavallini]

Legge di Attrazione: Può Rabbia e Diffidenza Attrarre Amore nasce dallo stimolo che mi ha sollecitato la lettura di una frase, scritta da un uomo affascinante e di successo, ad una donna, con equivalenti caratteristiche, che da mesi lui corteggia… a fasi alterne:

“Io sono così, vado e vengo, ma ti voglio bene” 

Chissà a quante di noi è capitato!

Poiché da anni scrivo e pubblico articoli ed ebook correlati alla Legge di Attrazione ed ai processi di comunicazione, oggi, desidero trasporre tali teorie alla sfera sentimentale e considerare un aspetto del comportamento maschile, molto dibattuto e criticato: il distacco.


L’esternazione del mio pensiero in merito, mi porta ad affrontare il tema con concetti che potrebbero attirarmi la disapprovazione di alcune persone.

E, quasi certamente, l’ira di tutte quelle signore che per definizione relegano l’uomo, con astiosa sufficienza, ad un livello intellettivo e sentimentale molto basso, se non infimo, insultandolo con gli aggettivi (epiteti?) peggiori.

Spero tuttavia che, oltre alla rabbia iniziale, le suddette signore, riservino al mio scritto ulteriori pochi minuti di riflessione, partendo dal presupposto base della Legge di Attrazione e, cioè, che gli altri ci rispecchiano.

Così dentro, così fuori”.

Senza alcuna distinzione di ruoli e sesso.

Di altrettanta importanza è porre la nostra attenzione sul “potere delle aspettative”, cioè il principio che ci indica che manifestiamo e constatiamo gli eventi (comportamenti altrui compresi, ovviamente!!) che ci aspettiamo, dato che con i nostri pensieri creiamo la nostra realtà.

Non ho la presunzione di comprendere appieno il genere maschile, del resto neppure quello femminile, in entrambi i casi potrei solo ricondurmi alle classiche generalizzazioni che, per natura, aborro.

Come interpretare, dunque, questa frase: “io sono così, vado e vengo, ma ti voglio bene”?

Se fosse un sondaggio porrei a disposizione tre risposte:

  •  Un uomo sincero che dichiara alla donna che desidera il suo modo d’essere, pur rischiando un’aggressione verbale e/o psicologica, oltreché di perderla;
  •  Un opportunista, goffamente “vestito a festa”, che si tiene la “porta aperta”… consapevole che qualche insulto fa parte del gioco e non ha dunque il potere di scalfirlo;
  •  Un mediocre che crede di rendersi interessante, adottando in modo grottesco (e grossolano) la strategia del “bello e impossibile”…

Senza nulla escludere, personalmente propendo per la prima ipotesi, perché, ribadisco, che chi ha scritto questa frase è un uomo di successo, che non ha alcun bisogno di ricorrere alla piaggeria per ottenere il consenso femminile e, soprattutto, perché scelgo sempre di pensare “bene”.

Legge di Attrazione: Può Rabbia e Diffidenza Attrarre Amore?

Conoscendo le conseguenze del pensiero negativo, ho imparato a controllare i miei pensieri!Legge di Attrazione Amore

Mi sono intenerita nel leggere quelle parole, ne ho istintivamente percepita l’intrinseca richiesta di scuse, il timido tentativo di giustificare il proprio modo d’essere, oltre al desiderio di essere compreso.

Inoltre, quel “ti voglio bene”, mi è parso un celato bisogno di accettazione, espresso attraverso una dichiarazione amorevole.

Ora, è possibile, se non addirittura probabile, che molte persone, soprattutto donne, considerino un comportamento del genere non degno di un uomo, bensì di un maschio opportunista, un profittatore, che si mantiene la “porta aperta” di cui sopra.

Insomma, una sorta di spregevole esemplare maschile, adescatore di donne ingenue che, contrariamente alle più argute, non comprendono il subdolo fine, in quanto mascherato dal meschino tentativo di giocare con i sentimenti della malcapitata, con un “ti voglio bene”, buttato lì, con sussiegosa condiscendenza.

Ovviamente, non posso escludere con certezza questa ipotesi, tuttavia credo che in quelle parole, peraltro espresse spontaneamente e non estorte, il signore in questione, manifestasse con pudore emotivo, tipicamente maschile, il suo senso di colpa ed il bisogno di essere semplicemente accolto con amorevolezza, in altre parole di essere accettato per ciò che lui è, pur consapevole di meritare esternazioni di biasimo come risposta.

Ora, l’obiettivo di questo articolo non è tanto il divulgare la mia opinione personale in merito al comportamento sopracitato , bensì enfatizzare che, se la mia opinione è plausibile e se la legge di attrazione ci porta a concretizzare i nostri pensieri, possiamo e, per amore verso noi stesse, dovremmo pensare ad un’alternativa all’insulto ed alla critica.

Insultare e criticare a fronte di un comportamento indesiderato ci sorge spontaneo, siamo brave tutte!

Il disappunto fomenta la rabbia e la rabbia ci conduce fuori controllo, immettendo un’enormità di energia negativa nel nostro organismo.

Indugiamo nello sfogo con l’amica del cuore, spariamo giudizi a raffica (dimenticandoci del potere delle parole nella creazione della realtà!) e, dato che tutto ciò su cui ci concentriamo amplifichiamo, il risultato che otteniamo è: ingigantire il problema!

Non mi pare il massimo.

Penso che meritiamo di meglio.

Legge di Attrazione: Può Rabbia e Diffidenza Attrarre Amore?

Legge di Attrazione AmoreInnanzitutto, uno degli aspetti che desidero enfatizzare, perché primaria causa delle nostre frustrazioni, è costituito dalle nostre aspettative.

Pertanto, ai fini di preservare il nostro equilibrio, è imprescindibile interrogarci, chiedendoci con serenità ed obiettività, se non abbiamo vagato troppo con la fantasia, forzato gli eventi, magari solo precorrendo i tempi e, soprattutto se, semplicemente, ad essere disilluse siano solo le aspettative che abbiamo riposto in quella persona e non stiamo subendo alcun rifiuto né il benché minimo maltrattamento.

Intendo dire che se ambisco ad una relazione che sfoci velocemente nel classico “e vissero per sempre felici e contenti”, non posso affermare che il signor “X”, conosciuto da qualche settimana o mese, è un mascalzone perché al momento si limita ad invitarmi a cena ed auspicabile “dopocena”, ma non mi telefona ogni giorno e non programma con me le prossime vacanze, ecc.

Inevitabilmente, immersa in questo pensiero mi mostrerò delusa ad ogni suo approccio e non creerò certo le premesse per ottenere ciò che desidero.

Questo è il modo migliore per garantirci le classiche “pene d’amore”.

Vogliamo, almeno per una volta, provare a pensare che il signor “X”, è una persona degna e gradevole, che ci piace molto e che vale la pena di conoscere meglio?

Ecco che il suo invito a cena ci parrà gratificante (anziché frustrante) ed in sintonia con il nostro desiderio.

Ci orienteremo positivamente verso di lui, trascorreremo entrambi una bella serata che, con tutta probabilità, sarà il preludio all’intensificarsi dei prossimi incontri.

E’ ancora necessario ribadire che con i nostri pensieri creiamo la nostra realtà?

Il “lui” di turno, egregio o infame che sia, non è colpevole di non corrispondere a ciò che noi desideriamo.

Proviamo ad invertire questa dannosa tendenza di pensiero evitando il giudizio, comprendendo ed accettando i limiti di chi è diverso da noi, evitando di ritenerci “perfette depositarie della logica e della verità” e questo, si’, ci pone ad un livello superiore, ci aiuta a crescere e a fare la differenza.

L’infame o presunto tale, non merita la nostra attenzione e quindi neppure il biasimo, va lasciato al suo destino con un taglio risoluto, evitando le polemiche nell’incoerente intento di dirimere la spiacevole situazione, o peggio di “redimerlo”.

Se però vogliamo tenercelo, l’infame intendo, a noi la scelta, ma siamone consapevoli, non prendiamocela con lui perché è diverso dall’uomo che desideriamo, non si comporta come vogliamo e non ci rende felici.

Assumiamoci la responsabilità della nostra scelta di infliggerci una sofferenza e, magari, riflettiamo sul motivo.

Ricordiamoci sempre che siamo solo noi a concedere agli altri il potere di farci soffrire.

Un uomo etico ed intelligente, che non significa privo di debolezze, se si percepisce accettato, è stimolato ad acquisire maggiore sensibilità verso una donna, la gratificazione di lei lo incoraggia a “dare”, così come la critica lo mortifica e lo allontana.

Avvertire il nostro desiderio di cambiarlo, lo fa sentire inadeguato e, razionalmente, fugge.

Ad alcune sembrerà strano, ma anche un uomo soffre.

La sofferenza in amore non è una prerogativa femminile.

Tuttavia i comportamenti sono diversi: lui, umiliato, si chiude e si allontana, lei piange e/o inveisce contro di lui perché anziché accondiscendere ai suoi desideri si è allontanato.

E proseguiamo, meditando vendetta incoerentemente mischiata al desiderio di riconquista.

In una relazione “sana” il rispetto reciproco è essenziale ed e’ proprio perché credo in questo Valore che considero alcuni atteggiamenti femminili , indotti dall’infatuazione e dal possesso, subdolamente palesati (contrabbandati…) come amore, intrisi di una totale mancanza di rispetto alla stessa stregua dei contestabili comportamenti maschili.

Accettare significa rispettare le diversità, non subire.

Lapalissiano che non intendo esortare nessuna donna a divenire il ricettacolo di sgradevoli comportamenti da parte del suo compagno.

Credo però nell’utilità intrinseca in un invito alla riflessione affinché questa ci aiuti a discernere tra ciò che sono i nostri reali bisogni/desideri, le nostre aspettative proiettate su una persona, i giudizi frutto del nostro “copione della vita”, tanto per scomodare E. Berne, e la considerazione che riserviamo alla persona che abbiamo al nostro fianco.

Personalmente, quando mi trovo in difficoltà, trovo molto utile “stilare un bilancio” scrivere e descrivere tutto ciò che nell’altra persona ammiro, sopporto, disapprovo e rifiuto, mi induce a sopprimere impulsività e qualunquismo e… ad amare o rifiutare “l’intero pacchetto”, ma sempre con rispetto e senza rancore.

Non è una colpa essere diversi da noi!

Ricordiamo sempre: così dentro, così fuori!

Gli altri, quindi anche “lui”, ci rispecchiano!

Tutte meritiamo amore, ma nessuno ha il dovere (né il potere) di offrircelo se non lo prova.

L’amore è un dono della vita: non si estorce!

La buona notizia e’ che questo ambito dono lo si può attrarre, iniziando dall’ amare se stesse e bandendo ogni lamentela.

Se ci consideriamo infelici e non amate, trasformiamo e trasformeremo costantemente il nostro pensiero in convinzione e purtroppo in realtà.

Il cambiamento parte dai nostri pensieri.

Se dunque crediamo che con i nostri pensieri creiamo la nostra realtà, prima di pensare “male”, offriamoci una chance!

“Io sono così, vado e vengo, ma ti voglio bene” può essere il preludio di una grande storia d’amore!

 

[Legge di Attrazione: Può Rabbia e Diffidenza Attrarre Amore? – Articolo di Daniela Cavallini – danielacavallini.it]

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