Viaggio a Cassadaga, la città dello spiritualismo

Cassadaga, la città dello spiritualismo[Viaggio a Cassadaga, la città dello spiritualismo – Articolo di Stefano Mini]

Cassadaga sembra un paese normale.

Sperduto nei boschi paludosi a nord di Orlando, circondato da laghi e alberi tropicali, esiste questa piccola comunità fondata 117 anni fa da George Colby. Ci sono solo 55 case, ma hanno tutto: supermercato, chiesa, hotel con ristorante, ufficio postale, una vista da cartolina e… Medium. Tanti medium.

55 case, 25 medium. Cassadaga è conosciuta in tutti gli Stati Uniti come “la città dello spiritualismo” o addirittura “la capitale mondiale dello spiritualismo”, perché è stata fondata come campo spiritualista per riunire tutti i medium degli Stati Uniti sud-orientali. Con il tempo, la sua fama è cresciuta.

Io vivo a un’ora di macchina da questo posto, quindi mi sono detto perché no? Andiamo a vedere com’è.

In questo articolo ti racconto la mia esperienza.

Arrivo a Cassadaga

Se non fosse per il caldo, le paludi, la stagione delle piogge e degli insetti che sembrano elicotteri, la Florida sarebbe un paradiso Cassadaga, la città dello spiritualismoterrestre.

Il bello degli Stati Uniti è che sono vuoti. Non è come in Italia che trovi delle comunità ovunque, qui esistono ancora dei posti dove la presenza umana è nulla. Fra questi, i dintorni di Cassadaga.

Meno male che avevamo il GPS, altrimenti il nostro SUV (perché in America il SUV è un’utilitaria) si sarebbe arenato in una di queste paludi e noi saremmo stati mangiati vivi dagli insetti.

Dopo venti minuti di slalom fra stagni degni di una foresta tropicale, finalmente intravediamo il cartello che ci accoglie nel campo spiritualista (foto all’inizio dell’articolo).

Il marchio dello spiritualismo è talmente impresso in questo paese che è scritto direttamente sul cartello. Giusto per evitare incomprensioni.

Cassadaga, la città dello spiritualismoAnche un altro cartello ci dice che stiamo andando nella direzione giusta… e ce lo dice pure in italiano!

(foto qui a sinistra)

Arrivati a Cassadaga una cosa ci colpisce, una cosa che non ci saremmo aspettati soprattutto negli Stati Uniti: non c’è nessuno.

In puro stile americano ero pronto a vedere orde di turisti accalcarsi per comprare l’ultimo libro di mantra di quel maestro tibetano che nessuno conosce, invece niente.

Vuoto.

Le strade con qualche residente che andava in posta o a lavare l’auto.

Ma di turisti neanche l’ombra.

Cassadaga, la città dello spiritualismo

Il centro di Cassadaga. Notare la massa di turisti.

E non che la stagione fosse delle più brutte: era pieno giugno, quando già fa caldo ma non è ancora arrivata la stagione delle piogge.

Il clima ideale per girare la Florida.

Un po’ spaesati e con il sospetto che il GPS ci avesse fatto uno scherzo di cattivo gusto, entriamo nel vicino punto informazioni.

Qui troviamo l’America, nel senso che ogni centimetro quadrato è fatto per vendere, vendere e vendere.

Libri, talismani, incensi, statuette, erbe, acqua benedetta, qualsiasi altra cosa legata allo spiritualismo.

Entro dalla porta e le mie narici si riempiono di odori orientali, mentre una melodia soffusa mi porta in quello stato di relax che sarebbe ottimo per la meditazione.

Cassadaga, la città dello spiritualismo

Noto una lieve influenza orientale.

E che faccio, non compro?

No non compro, perché sono un convinto minimalista: acquistare roba inutile è per definizione inutile, anzi un controsenso quando si parla di spiritualismo.

Magari non ho afferrato bene il concetto, ma lo spiritualismo non si basa tutto sul distaccarsi dai beni materiali ber vivere in armonia con la natura e l’universo?

Cosa me ne faccio di una statuetta del Buddha o altro simbolo indiano?

Molto americano.

Come nel migliore stereotipo, gli americani sono consumisti.

Lo sono perché possono permetterselo: sono pieni di soldi, pieni di risorse naturali e pieni di spazio dove buttare quello che non gli serve più.

L’americano medio compra e fa girare l’economia (la “crisi negli Stati Uniti” è una bufala dei TG, qui sono pieni di soldi).

Anche quando deve comprare la spiritualità.

Magari non è un idolo, magari è un libro.

Io che sono minimalista nel cuore, guardo questi artefatti storcendo la bocca.

Molto poco spirituale, se vuoi la mia opinione.

I medium e la spiritualità a Cassadaga

Il punto forte di Cassadaga è rappresentato dai medium. Cassadaga, la città dello spiritualismo

Ma con 25 medium su 50 abitanti e una manciata di turisti al giorno, è difficile sopravvivere alla concorrenza (anche se una seduta va sugli 80 dollari).

Per questo i più furbi hanno acquistato una bacheca direttamente nel punto informazioni, bacheca che ci viene prontamente pubblicizzata dall’addetto / commesso lì presente.

E ci sono anche i biglietti da visita.

Guardiamo qualche volantino, i miei amici pensano di provare una consulenza, io mi astengo con ritegno.

Nonostante la penuria di turismo, il posto è turistico.

Io sono allergico ai posti per turisti, sono finti.

Inizio a pensare che forse non è stata una buona idea andare a vivere in uno dei posti con il maggior numero di turisti in tutto il mondo (Orlando).

Ci viene proposto un tour guidato a 15$ nel primo pomeriggio, noi accettiamo e paghiamo.

Mi chiedo quanto possa durare un tour per una comunità di 50 case, magari c’è qualcosa che mi sono perso.

Esco dall’ufficio e saluto la montagna li libricini in vendita, senza portarmene dietro nemmeno uno.

Cassadaga, la città dello spiritualismo

Ogni centimetro di parete, così.

Ogni turista che si rispetti va a mangiare a quel grosso ristorante consigliato dall’ufficio turistico che detiene il monopolio in paese.

Ma io no, voglio essere alternativo, non mi piacciono i ristoranti turistici.

Prendiamo il SUV e ci mettiamo alla ricerca di un posto più originale, meno commerciale.

Viaggio a Cassadaga, la città dello spiritualismo

Guarda meglio, c’è un McDonald’s. 🙂

Le nostre ricerche ci portano qui, nella foto a sinistra.

Metti la retro che abbiamo poco tempo, torniamo in quel ristorante con la coda fra le gambe e un po’ contrariati.

Entriamo, ci sediamo, guardiamo i prezzi: niente male, dai.

Ordiniamo un antipasto e un secondo, una bottiglia di vino californiano e per finire dividiamo una torta al cioccolato in tre.

Sorpresa sorpresa: cibo a buon prezzo, tanto e buonissimo.

Usciamo di corsa, arriviamo appena in tempo per l’inizio della visita guidata.

Con nostra grande sorpresa vediamo che ci sono altri esseri umani a Cassadaga, non solo case apparentemente vuote.

Cosa ancora più strabiliante, ci sono altri turisti.

Saremo stati una quindicina in tutto, numeri che fanno girare la testa.

Meglio così, mi fa sentire un turista “alternativo”.

Dopo una breve introduzione sapientemente fatta in prossimità della sopra citata bacheca dei medium, usciamo per vedere cosa offre il posto.

In giro per Cassadaga

Ci basta poco per intuire che qui gli esseri umani sono la minoranza.

Non rispetto agli animali, ma rispetto agli spiriti.

Ogni casa, negozio, chiesetta, pure il nostro ristorante è stato il teatro di almeno un avvenimento paranormale.

Fra apparizioni misteriose, fenomeni inspiegabili, luci aliene e foto di persone morte, più della metà del tour è speso a elencare tutti gli avvenimenti successi nell’ultimo secolo a Cassadaga.Cassadaga, la città dello spiritualismo

Io mi annoio e inizio a fare foto a caso.

Fra cui una cavalletta gigante.

Dopo un po’ la cosa inizia a puzzare di bruciato.

La parte interessante è la storia di Cassadaga.

Cassadaga è stata fondata da George Colby di New York, quando il suo spirito guida Seneca gli ha detto di creare una comunità di medium a sud.

Secondo la leggenda, dopo aver comprato i 35 acri che sarebbero poi diventati Cassadaga, George si ammalò di tubercolosi.

Guarì dopo aver bevuto l’acqua di una sorgente miracolosa nei dintorni del campo.

Non per niente Cassadaga significa “l’acqua che scorre sotto alle rocce” nella lingua dei nativi.

La prossima tappa è la chiesa, tipicamente americana.

Cassadaga, la città dello spiritualismo

Ho provato a contare questi cartelli, ma dopo 20 ho perso il conto.

Vista la recente scoperta dell’America da parte degli Europei, qui qualcosa che ha 200 anni è considerato antico.

Non ci sono le chiese vecchie di tre secoli, tutti gli edifici di culto sono nuovi e moderni.

Bianchi, molto luminosi con giusto qualche quadro decorativo. Più che una chiesa, sembra un teatro.

Il retro della chiesa viene usato per sedute spiritiche nelle quali si può parlare con i morti.

La guida ci racconta di episodi in cui la porta veniva bloccata da forze misteriose e gli spiriti muovevano un tavolo in ferro per tutta la stanza.

Personalmente, ci credo poco.

Qualche altra casa, storia di avvistamenti e promozione di medium, e la visita è finita.

Le mie impressioni

Dopo due ore di visita per le strade di Cassadaga, decidiamo di fare un giro in quel paradiso naturale.

Natura tutta intorno, pochissime case, ancora meno turisti, un clima ideale.

Se negli USA esistessero pane, salame e gorgonzola per fare un pic nic, quel giorno sarebbe stato perfetto.

La cosa che più mi ha affascinato di Cassadaga è il posto e la comunità in sé. Un tipo di comunità che in Italia non esiste. Io in questo articolo l’ho chiamato paese, ma legalmente è una comunità legalmente riconosciuta. Non è gestita dallo stato, è autonoma e controllata da un’associazione privata.

Ha delle regole tutte sue: per acquistare una casa devi aver dimostrato di avere una mentalità aperta nei confronti dello spiritualismo e aver fatto un “corso di spiritualismo”. L’affitto è vietato, e l’unica tassa sulla proprietà è di 1$ al mese che serve all’associazione per la manutenzione del posto.

Cassadaga è di proprietà della Southern Cassadaga Spiritualist Camp Meeting Association, un’associazione che paga le tasse e tiene la sua contabilità. In Italia questo è vietato da mille leggi diverse, in America è normale.

A livello di spiritualismo vero e proprio, ho trovato quello che mi aspettavo: un posto turistico. Anche se manca la risorsa principale, i turisti. Basta far spaziare lo sguardo per l’ufficio informazioni per capirlo:

Cassadaga, la città dello spiritualismo

Sono entrato a Cassadaga da scettico, ne sono uscito da scettico. Bel posto, ma secondo me lontano dal vero spiritualismo. In un Paese consumistico non mi potevo aspettare molto di più, temo.

Ritengo che il vero spiritualismo non sia fatto di fantasmi, sedute con i cari defunti e oli profumati. Lo spiritualismo è un percorso interiore di crescita e miglioramento, un percorso che porta alla felicità e alla pace dei sensi senza ricercare il piacere terreno immediato.

Comprare pile di libri e talismani è un’altra faccia del consumismo, ma sempre consumismo rimane. Seguire un “percorso guidato” per lo spiritualismo è un controsenso, perché ognuno deve scegliere il suo percorso in base alle sue sensazioni e attitudini.

Cassadaga fallisce sotto questi aspetti. Non ho provato una seduta con un medium, ma se il tavolo prende e si mette a svolazzare, io svolazzo verso l’uscita.

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[Viaggio a Cassadaga, la città dello spiritualismo – Articolo di Stefano Mini – www.mindcheats.netTrucchi per sfruttare la mente]

PS

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