Ricchezza e Povertà: le emozioni che le creano

Ricchezza e povertà le emozioni che le creano[Ricchezza e Povertà: le emozioni che le creano – Articolo di Sigrid Lipott]

Oggi trattiamo un tema molto delicato: quello della povertà.

Abbiamo già avuto modo di approfondire come è sempre dalle emozioni negative (come rabbia, frustrazione, gelosia, rancore o paura) che si origina l’energia della mancanza, intesa in tutte le sue forme, dunque anche quella materiale.

Abbiamo visto che tutte le emozioni possono essere inquadrate lungo un continuum che va dall’amore alla paura, ed in questo senso tutte le emozioni negative derivano dalla paura, che è la vibrazione radice a più bassa frequenza che esiste.

In generale, tutti i blocchi che si manifestano nella nostra vita derivano dal fatto che solitamente non ci si ferma mai a dare valore alla emozioni.

Le emozioni, in quanto vibrazione energetica particolarmente potente, derivante dalla reiterazioni di una determinata qualità di pensieri, sono quelle che creano la nostra realtà.

È possibile spiegare il processo scientificamente ma anche energeticamente, dato che le emozioni rappresentano la parte femminile e influenzano quindi tutto ciò che ha a che fare con la materia, quindi in primis il denaro.

L’emozione in sé però non è mai il problema, essa è solo la spia di qualcosa d’altro, di una ferita non sanata che abbiamo dentro di noi e che la realtà circostante ci continua a toccare.

Giudicare negativamente un’emozione e reprimerla è la causa di tutti i problemi e della scarsità.

La povertà costituisce sicuramente un tema molto profondo, che non è possibile trattare nella sua interezza in un semplice articolo, forse nemmeno in un libro.

ricchezza e povertà energiaSe in questo momento stai vivendo in una situazione di povertà, o che reputi tale, sappi che ciò potrebbe dipendere da diversi motivi che vanno esplorati caso per caso lungo un percorso di crescita interiore piuttosto approfondito.

Sicuramente la tua situazione ha a che fare con un mix di credenze negative sul denaro, energie irrisolte che fanno capo ai principi materno/ paterno, con convinzioni limitanti a livello subconscio, genetico, storico, con la legge del karma e del Dharma, con la legge del dare ed altro ancora.

Ricchezza e Povertà: le emozioni che le creano

Ecco qui alcuni esempi di convinzioni madre che possono sussistere su vari livelli e di cui potresti essere portatore sano inconsapevole:

  • Dio mi punisce
  • Se Dio mi amasse, mi renderebbe ricco
  • Sono povero e ne sono fiero
  • Nessuno vuole che io sia ricco
  • Devo risparmiare ogni centesimo che guadagno
  • Le persone mi usano
  • Se divento ricco, le persone prenderanno le mie cose
  • Sono sposato a Dio
  • La vita mi è debitrice
  • Devo lottare per vivere
  • L’abbondanza nel mondo è limitata

Non è possibile analizzare in questa sede tutte le possibili cause della situazione di povertà, ma forniremo solo alcuni spunti per poter individuare e trasformare la radice energetica, che è sempre ricollegata alle emozioni… non importante se presenti, passate, introiettate a livello genetico, etc…

Innanzitutto però è necessario uno sforzo conscio da parte tua: devi riconoscere che tu non sei affatto povero.

Qualunque cosa tu possa pensare in questo momento, fidati: non lo sei! Non solo per la legge della risonanza un tale pensiero sicuramente non gioverebbe alla tua vita. Ma posso anche garantirti che, per quanto la realtà sia solo interpretabile, tu sei in realtà molto più ricco di quello che puoi immaginare.

ricchezza e povertà gratitudineNon dimenticarti che solo per il fatto di vivere in questa parte fortunata del mondo, di poterti comunque sfamare, vestire e coprire, è già molto di più di ciò di cui dispone la stragrande maggioranza della popolazione mondiale.

Se poi hai anche un lavoro e qualche soldo in banca, già questo ti pone nell’1% più fortunato del pianeta! E se a ciò aggiungi il fatto che disponi di una connessione Internet e hai libero accesso a tutte queste informazioni… già questo dovrebbe essere sufficiente a generare in te un senso di gratitudine infinito.

Ma la tua ricchezza non sta neanche tanto in questo: sta nella consapevolezza del tuo valore, dei doni che hai da offrire, nell’amore che alberga nel tuo cuore e nel seme della divinità che coltivi all’interno di te. Queste sono fonti inesauribili a prescindere da qualunque circostanza esterna o stato emotivo.

La materia non è altro che il mezzo attraverso cui lo spirito si manifesta: se agisci allineato con ciò che è più in alto, quello che ne viene fuori è automaticamente allineato con l’amore che ci hai messo.

Che cosa succederebbe se oltre a provare gratitudine per quello che già abbiamo, provassimo ad agire emotivamente in anticipo sulla realtà?

Applicando le leggi della fisica quantistica, sappiamo che anticipando una manifestazione di gratitudine felice verso cose o esperienze mai vissute, induci la realtà a realizzare e a farti vivere esperienze di cui puoi essere grato.

Non cadere nella trappola di pensare che le neuroassociazioni, dinamiche inconsce o leggi che ti tengono legato ad una situazione di non abbondanza siano immutabili.

Nemmeno la legge del karma lo è: se sei davvero consapevole di ogni seme che pianti attraverso ogni tua azione ma anche tramite ogni tuo pensiero, puoi iniziare a invertire la rotta.

ricchezza e povertà karmaNoi otteniamo ciò che pratichiamo, ciò che siamo: se pratichiamo l’essere risentiti, irati, frustrati, allora riceveremo in ritorno ancora più di questo.

Il Dharma accade nel momento in cui diventiamo consapevoli di tutto ciò e diamo attenzione a ciò che pratichiamo, momento dopo momento.

Ogni cosa si trova già in azione rispetto a quanto è stato messo in pratica; quello che finiamo per fare è il risultato dei semi karmici che abbiamo piantato nel passato.

Non c’è modo di sfuggire a questo, ma possiamo cambiare la natura di quei semi con il modo con cui li piantiamo.

Tutto ciò si ricollega ad un’altra legge fondamentale: la legge del dare e la Legge del Dharma. È la qualità che apporti a ciò fai che fa la differenza, quindi le tue emozioni nel mentre svolgi i tuoi compiti quotidiano, qualunque essi siano.

Quindi, il modo in cui facciamo ciò che facciamo è l’energia che determina i risultati nella nostra vita, il serbatoio del nostro inconscio che poi si manifesta nella materialità, piuttosto che ciò che facciamo.

Le persone che reprimono le emozioni si sentono spesso incapaci di raggiungere i propri obiettivi perché l’energia richiesta dalla repressione è notevole.

Quando iniziamo a parlare di abbondanza, è importante riuscire a capire che cosa la blocca.

Eliminare i blocchi emotivi che impediscono all’energia di fluire è il primo passo per creare le cose che desideri avere nella tua vita.

I programmi e i blocchi attinenti direttamente ai soldi non sono mai le convinzioni base che ci sta trattenendo dall’abbondanza, o comunque si sono formati come sottoprodotti di altre convinzioni ben più profonde che hanno a che fare con la tua identità e con il tuo rapporto con il divino.

Vediamo di seguito alcune delle energie più comuni che potrebbero star bloccando l’afflusso di abbondanza nella tua vita.

Ricchezza e Povertà: le emozioni che le creano

L’esempio più classico è costituito dalla rabbia, che è l’emozione per molti di noi forse più difficile da imparare a gestire.

Molti di noi da bambini sono stati condizionati a ritenere che la rabbia fosse meno accettabile di tutte le altre emozioni perché a sua volta eravamo circondati da adulti che erano a disagio con la loro.

Molti hanno imparato a reprimere la rabbia, per la paura che conducesse alla violenza. Dare attenzione alla propria rabbia, se avete l’abitudine di negarla, può essere il segnale che qualcuno sta oltrepassando i vostri confini, fisici, mentali, spirituali, e sta abusando di voi.

ricchezza e povertà rabbiaNon c’è nulla di sbagliato nell’essere arrabbiati e nel farlo sapere. Esprimere la rabbia però non è la stessa cosa che integrarla.

Se giudicate la rabbia in negativo, ogni qualvolta subirete una sconfitta, un fallimento, sentirete l’impotenza in maniera più profonda dell’intenzione e sarete tentati di rinunciare ad un ulteriore progetto.

In realtà dobbiamo comprendere prima di tutto che la rabbia è soltanto determinazione camuffata e nasce sempre da fonti interiori, anche quando è apparentemente provocate dall’esterno. Allora, come prima cosa, cerchiamo di capire quale parte di noi l’ha creata, perché siamo arrabbiati e chi simbolicamente nella nostra vita ci rimanda questo tipo di emozione.

La catena di pensieri che alimentiamo rispetto ad una situazione- ad esempio la mancanza di soldi – non fa altro che aumentare la rabbia, che ormai si attiverà automaticamente alla sola presenza del pensiero, creando quindi delle potentissime neuroassociazioni.

Per spezzare questo circolo vizioso è necessario prima di tutto un processo di analisi personale delle proprie emozioni.

Ad esempio, quando davanti al pensiero di un pagamento cominciamo a sentirci in collera, domandiamoci prima di tutto:

La mia emozione è oggettivamente giustificata?

Può dipendere da particolari significati che sto attribuendo alla situazione?

Può dipendere dalle memorie di situazioni simili in cui ho reagito alla stessa maniera?

Ovviamente abbiamo il diritto di essere arrabbiati e di arrabbiarci.

Ma ricordiamoci che tutto quello che mandiamo fuori mandiamo anche dentro e stiamo dando input di povertà o di rabbia alle nostre cellule, al nostro DNA, ai nostri organi, ai nostri corpi eterici, e ci attireremo ancora più situazioni, eventi o persone che ci faranno arrabbiare.

Anche il risentimento per abusi subiti nel passato a livello fisico, emotivo e psicologico costituisce un’ancora molto forte che ci lega indissolubilmente alla mancanza.

Questo sentimento creerà solamente una vita stagnante.

Se hai del risentimento verso quello che hanno o posseggono gli altri, ricorda allora di focalizzare la tua attenzione verso te stesso in modo da acquisire la tua abbondanza.

Uno dei blocchi maggiori che puoi avere è il bramare quello che hanno gli altri: devi invece focalizzarti coscientemente sulla tua vita in modo da manifestare chiaramente la tua abbondanza. Ricorda che essa è a disposizione di tutti, ed è sempre sotto i tuoi occhi.

Vivi senza bramare.

Se i soldi non fossero un problema, dove vivresti e cosa avresti? Tweetta!

Molte persone non sono capaci di andare oltre ai pensieri più diffusamente insegnati nella nostra società che fanno leva sul senso di rammarico. In molti casi queste emozioni sono la causa della paura di andare avanti.

ricchezza e povertà bambino interiore abbraccio madreÈ essenziale rimuovere i sentimenti di rammarico, rimpianto e nostalgia per creare e manifestare il tuo futuro senza le paure del passato.

L’importante è che non opponi resistenza all’emozione. Se non la vuoi sentire, distraendoti con attività che ti portano lontano da te stesso, la stai già reprimendo.

Se cerchi di controllarla, la stai reprimendo.

Iniziamo col renderci conto che la nostra emozione è come un bambino piccolo che sta male, che piange e ha bisogno della mamma.

Per il tuo bambino interiore, sei tu la mamma.

Nel momento in cui hai l’energia di una madre che prende in braccio il suo bambino e lo culla, stai abbracciando la tua rabbia, il tuo rammarico o la tua bramosia.

Tutto ciò che viene abbracciato dall’energia della consapevolezza subisce una trasformazione.

All’inizio puoi fare questo esercizio come una visualizzazione.

Quando viene ad esempio a galla la rabbia, smetti di fare qualunque cosa tu stia facendo che ti distolga da te stesso, a parte respirare consapevolmente: immagina che l’emozione sia un neonato, e tu sia la mamma che lo avvolge, gli dà amore, calore, nutrimento.

Senti che cosa provano queste due figure l’una per l’altra e senti come cambia il loro rapporto.

Da ultimo desidero ricordarti una delle principali leggi energetiche: potrebbe sembrare innocuo o soltanto un’abitudine ma il lamentarsi “che non si ha” equivale a programmare te stesso al non avere.

Devi essere consapevole di ciò che dici dato che ti stai occupando di creare l’abbondanza che desideri.

[Ricchezza e povertà: le emozioni che le creano – Articolo di Sigrid Lipott]

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PPS:

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