Zecharia Sitchin – Il libro perduto del dio Enki

Zecharia Sitchin - Il libro perduto del dio Enki 1Il libro perduto del dio Enki è uno dei best seller di Zecharia Sitchin.

Zecharia Sitchin – morto da pochi mesi – è un esperto di lingue semitiche capace di decifrare i testi cuneiformi, prerogativa di pochissimi.

Il libro perduto del Dio Enki è uno dei suoi tanti libri ed è particolarmente caro ai lettori di questo sito, perchè il II Passo verso la Ricchezza Vera [ebook GRATUITI che puoi scaricare liberamente compilando il form qui in alto a destra] è quasi completamente ispirato a questo libro, di cui ne è analisi.

Scrivo questo post perchè molti lettori mi avevano chiesto informazioni su questo libro, perchè per tanto tempo non è stato reperibile in nessuna libreria.

Oggi è finalmente disponibile e puoi acquistarlo sia su Macrolibrarsi e sia sul Giardino dei Libri, le due piattaforme online di cui Ricchezza Vera è partner da anni.

Questo articolo è diviso in 4 parti:

1) Chi è Zecharia Sitchin?

2) Il libro perduto del dio Enki

3) Estratti del II Passo verso la Ricchezza Vera (ebook ispirato proprio dal Libro perduto del dio Enki)

4) Video Documentario su alieni e sumeri che contiene una rara intervista a Zecharia Sitchin in italiano. [Se vuoi guardarlo subito, clicca qui: Video Zecharia Sitchin in italiano]

Chi è Zecharia Sitchin?

Zecharia Sitchin è nato a Bacu in Russia ed ha vissuto in Palestina, dove ha studiato la Bibbia ebraica scritta in ebraico antico.

Ha inoltre studiato l’archeologia del Medio Oriente, prima di trasferirsi definitivamente negli Stati Uniti.

Ha dedicato tutta la sua vita allo studio delle lingue semitiche ed è un’esperto di civiltà Sumera, tanto da essere uno dei pochi studiosi in grado di poter decifrare le iscrizioni scritte nei caratteri cosiddetti “cuneiformi”, che ricoprono bassorilievi e le tavolette di argilla ritrovate in tutto il Medio Oriente.

Nei suoi libri traduce i testi sumerici ed evidenzia le somiglianze tra i miti religiosi Sumeri, Greci e Cristiani…

La sua visione è semplice ma sconvolgente: i testi sacri dei popoli antichi non è creazione fantastica, ma confusa memoria di fatti realmente avvenuti!

Fonte

Il libro perduto del dio Enki – riassunto

Circa 445.000 anni fa, astronauti provenienti da un altro pianeta giunsero sulla Terra in cerca di oro.

Qui assunsero il ruolo di divinità, trasmettendo la civiltà al genere umano e insegnando agli uomini a venerarli.

La storia completa dell’impatto degli Annunaki sulla civilizzazione umana è stata magistralmente narrata da Zecharia Sitchin nelle sue opere precedenti e in particolare ne Le Cronache Terrestri.

Fino a oggi però, è sempre mancato il punto di vista fondamentale, quello degli stessi Annunaki, “coloro che dal Cielo scesero sulla Terra”.

Com’era la vita sul loro pianeta?

Quali ragioni li hanno spinti a stabilirsi sulla Terra e che cosa li ha poi allontanati dalla loro nuova patria?

Per trovare risposta a queste domande serviva la testimonianza diretta di chi aveva vissuto da protagonista quelle antiche vicende.

Convinto dell’esistenza di questa testimonianza, Sitchin ha cominciato a cercarne le prove.

Grazie ad uno studio approfondito delle fonti primarie, ha ricreato le memorie di Enki, il comandante degli Annunaki.

Nasce così Il Libro perduto di Enki, una storia che ha letteralmente inizio in un altro mondo.

Un racconto epico di dei e uomini che si svolge parallelamente alla Bibbia e che mette in discussione molte delle nostre certezze sul passato e sul futuro.

Fonte

Il libro perduto del dio Enki:

Estratti dal II Passo verso la Ricchezza Vera

Come ho già detto, questa versione dei fatti mi sembra la più attendibile, per il semplice fatto che è stata scritta circa 3.500 anni fa e, sebbene non sia stata molto divulgata, ci è giunta così come te la riporto, sebbene in forma abbreviata.

Comunque, per completezza, cercherò di integrare queste con altre nozioni apprese in altre fonti che di volta in volta citerò.

Sei libero di prenderle per invenzioni di un antenato di Spielberg, ma quella che sto per riassumerti è quanto ci è pervenuto dalla fonte diretta, dalle tavolette di argilla rinvenute in Medio Oriente, senza corruzioni di traduttori prezzolati.

La storia completa la potete prendere da “Il libro perduto del Dio Enki” di Zacharia Sitchin e se volete approfondire, potete rifarvi a tutti gli altri testi dello stesso autore, un esperto di lingue semitiche capace di decifrare i testi cuneiformi, prerogativa di pochissimi.

Quanto si evince da questo libro è che i primi colonizzatori del nostro pianeta furono degli astronauti che cercavano dell’oro, l’unico metallo che per le sue caratteristiche poteva risanare la densa atmosfera del loro pianeta di origine.

Stiamo parlando di circa 445.000 anni fa (!!!).

Questi navigatori dello spazio ammararono dalle parti del Medio Oriente ed in quella zona fondarono Eridu che significa “Casa lontana”.

Ad Eridu fecero seguito molte altre costruzioni di cui ci raccontano le tavolette: centri di controllo, stazioni spaziali, cave di estrazione mineraria, nonché una stazione di scalo su Marte!

Sull’argilla sono chiaramente incisi dei radar ed anche gli schem, cioè quei razzi che partivano dalle piramidi a gradoni, le c.d. Zigurrat.

La storia viene narrata dallo stesso creatore della razza Umano Terrestre, Enki (nell’immagine qui sotto), tramite il suo scriba Endusbar: questi fu prelevato da due emissari divini che fuoriuscirono da un “Turbine di vento che risplendeva di un fulgore rossastro e non emetteva nessun suono” dal quale uscirono quattro piedi dritti.

Gli emissari di Enki “avevano il viso di uomini e i loro abiti luccicavano come ottone lucidato”(!!!).

(La foto qui al lato è del famoso “Astronauta di Kiev”, è singolare il fatto che abbia sei dita.)

Nel discorso iniziale che Enki fa ad Endusbar ci sono alcuni dettagli degni di riflessione:

“In futuro verrà dato un giudizio, perché alla fine dei giorni vi sarà il Giorno del Giudizio. Quel giorno la Terra tremerà e i fiumi cambieranno il proprio corso, vi sarà oscurità a mezzogiorno e un fuoco nei cieli di notte, sarà il giorno del ritorno del Dio Celeste. E quel giorno si scoprirà chi è destinato a sopravvivere e chi a perire, chi sarà ricompensato e chi punito, dèi e uomini senza alcuna distinzione”.
Con il corsivo ho voluto sottolineare tre punti importanti della frase: effettivamente pare che secondo le principali culture antiche la nostra epoca corrisponda ad un’era di svolta, secondo il Sincronario Maya il 23 dicembre 2012 ci sarà la fine del quinto Sole e dopodichè ci sarà il ritorno alla mitica età dell’Oro.

Avremo modo di ritornare sull’argomento, ma intanto puoi incominciare a collegare questa nozione con la teoria di Hapgod sullo slittamento della crosta terrestre di cui ti ho già parlato.

Il secondo corsivo sottolinea questo “fuoco nei cieli di notte” che richiama il racconto biblico dell’Apocalisse in cui risplendono due soli nei cieli.

E’ mia convinzione che questo secondo sole sia Nibiru (nella foto la raffigurazione tipica egizia), il pianeta da cui proviene Enki, infatti, come viene confermato all’interno dello stesso racconto, questo pianeta risplende di luce propria, grazie alla sua densa atmosfera creata dalle eruzioni vulcaniche.

L’ultimo corsivo è stato messo per sottolineare che sulla Terra convivono attualmente sia uomini che dèi e che anche questi saranno giudicati per ciò che hanno commesso, il che lo andremo ad analizzare più avanti.

Enki, come ho già accennato, appartiene alla razza dei Nibiruani e questi presero il nome di Annunaki (Annunaki – nella foto – vuol dire Coloro che dal Cielo discesero sulla Terra. I Nibiruani che invece andarono a stanziarsi su Marte, presero il nome di Igigi) una volta scesi sulla Terra.

Per scrivere questo libro, Enki lo dettò ad Endusbar che lo trascrisse su delle tavole di lapislazzuli con uno stiletto, per 40 giorni e 40 notti, perché quaranta era il numero sacro di Enki fra gli dèi (Tutto ciò non ti ricorda incredibilmente la storia di Mosè ed i comandamenti?).

Gli Annunaki facevano sempre grande attenzione alla differenza tra Fato e Destino: il primo è il corso degli eventi plasmabili dal libero arbitrio, mentre il Destino è immutabile “come le orbite dei pianeti”.

“Quello che era destinato si ripeterà come un ciclo e quello che era deciso dal fato (…) verrà sottoposto a giudizio”.

Prima di incominciare la dettatura, Enki dice esplicitamente il motivo per cui ha deciso di lasciare ai posteri tale manoscritto e cioè che “il futuro è celato nel passato” ed inoltre ci teneva molto a discolparsi del disastro combinato dalla sua stirpe sulla Terra sette anni prima, infatti la storia incomincia dal grande dolore che Enki provava per lo sterminio dei terrestri seguito all’attacco nucleare che una parte degli Annunaki aveva compiuto per far fuori uno dei suoi figli, Marduk, un tipo peperino, come vedremo…

Dopo aver descritto tutti gli effetti della nube tossica sulle persone, il racconto descrive gli eventi accaduti su Nibiru che portarono alla necessità di reperire dell’oro su qualche altro pianeta, sarebbe interessante commentarli, ma finiremmo per dilungarci troppo.

Basti sapere che su Nibiru erano nati dei problemi dinastici, per cui Anu (nella figura), padre di Enki, aveva sconfitto in duello Alau, l’usurpatore, il quale fugge verso il nostro pianeta (La Terra era chiamata il settimo pianeta poiché arrivando dall’esterno del Sistema Solare è appunto il settimo pianeta che si incontra).

Alau venne qui perché sapeva che la terra era ricca di oro e che il prezioso metallo era necessario per la sopravvivenza dei nibiruani.

Una volta sbarcato, si rese conto che l’atmosfera terrestre era compatibile con il suo organismo e che l’ambiente era ospitale e ricco di cibo.

Sulle tavolette di Enki viene a questo punto brevemente spiegata la storia della formazione del Sistema Solare, dalla quale si evince che il nostro pianeta è solo la testa di uno molto più grande (Tiamat) che è stato spazzato via dalla collisione con lo stesso Nibiru; il satellite principale di quel grande pianeta era Kingu che finì per diventare la nostra Luna.

Tornando ad Alau l’usurpatore, questi si rese conto di avere in pugno il destino del pianeta dal quale era appena fuggito, quindi diffonde la notizia della sua scoperta su Nibiru e ricatta Anu rivendicando il regno.

Per controllare la veridicità delle notizie di Alau e soprattutto se sulla Terra fosse effettivamente presente l’oro, fu inviato un parente comune ai due contendenti al trono, come figura imparziale fu scelto il genero di Alau, nonché figlio primogenito di Anu.

Il suo nome era Ea, cioè “Colui la cui casa è l’acqua”, ma ben presto sarà nominato Enki, “Signore della Terra”, incominciati ad abituare al fatto che spesso questi personaggi cambiano di nome man mano che combinano qualcosa, in futuro lo stesso Ea sarà anche Nudimmud (Abile Creatore) e in Egitto sarà noto come Ptah (Colui che ha dato forma alle cose).

Ea (o come lo vuoi chiamare tu) parte con 50 eroi alla volta della Terra  e con il loro aiuto si mette al lavoro ed in 7 giorni fondano Eridu, ed incominciano l’estrazione dell’oro.

Dettaglio degno di nota è che il settimo giorno Ea disse così ai suoi compagni di viaggio:

“Abbiamo intrapreso un viaggio periglioso, (…)da Nibiru fino al Settimo Pianeta. Siamo giunti sulla Terra, abbiamo fatto molte cose buone, abbiamo creato un accampamento. Che questo sia un giorno di riposo; che d’ora in poi il settimo giorno sia sempre di riposo!

Questo discorso mi ricorda qualcosa…

Dopo la prima consegna d’oro vengono condotti gli esperimenti necessari per capire se effettivamente il metallo era idoneo a proteggere l’atmosfera di Nibiru: gli esiti furono positivi!

Allora decisero di sbarcare sulla Terra anche Anu ed i suoi figli Enlil (magrolino in questa raffigurazione 😀 ) e

Ninmah, fratellastro e sorellastra di Enki.

Enki viene delegato alla direzione dei lavori nell’Africa sud orientale, ricca di cave minerarie, mentre Enlil si occupa della creazione di impianti permanenti nell’Eden (La Dimora dei Giusti), zona posta nella successiva Mesopotamia.

Alau attacca inaspettatamente Anu, riuscendo ad evirarlo; per questo motivo viene esiliato sul vicino pianeta Lahmu2 per passare lì il resto dei suoi giorni.

In sua compagnia partì Anzu (nella raffigurazione in basso… bruttino…  😀 ), lo stesso pilota che guidò Enki ed i cinquanta eroi nella prima spedizione sulla Terra, al fine di istituire lì una stazione di scalo, poiché Marte era dotato di una forza di attrazione minore di quella terrestre, il che la rendeva una ideale stazione di passaggio.

(Continua nel II Passo verso la Ricchezza Vera, ebook GRATUITO che puoi scaricare inserendo nome e email qui in alto a destra, nella colonnina bianca)

Mi fermo qui perchè a questo punto svelo di chi è il volto nella Valle di Sidonia, su Marte

🙂

Prima di salutarti, ti invito a guardare questo bel documentario che include una rara intervista di Zecharia Sitchin in italiano:

Video Zecharia Sitchin in italiano:

Spero che questo post ti sia piaciuto, ti ricordo ancora che è finalmente disponibile e puoi acquistare Il Libro perduto del dio Enki sia su Macrolibrarsi e sia sul Giardino dei Libri.

😉

1abbraccio

Josè

PS

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Annunaki vuol dire Coloro che dal Cielo discesero sulla Terra. I Nibiruani che invece andarono a stanziarsi su Marte, presero il nome di Igigi


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