Vadim Zeland come guadagnare con le proprie passioni RicchezzaVera.com  Vadim Zeland: come guadagnare con le proprie passioni[Articolo di Simona Vitale www.Dicembre2012.com]

Chi l’ha detto che con le proprie passioni ed i propri hobby non sia possibile guadagnare?

Chi l’ha detto che il lavoro debba essere faticoso e stancante?

Siamo abituati a ritenere che esista una linea di demarcazione molto netta tra l’attività professionale e le attività che ci procurano piacere e che dalla prima traiamo un reddito per la nostra sopravvivenza e dalla seconda un senso di leggerezza e di spensieratezza.

Uno stereotipo largamente diffuso vuole che il lavoro sia duro e pesante e che a costo di sacrifici ci si guadagni la pagnotta per vivere.

Nel tempo cosiddetto “libero” ciascuno poi coltiva le proprie passioni, quelle che fanno brillare gli occhi dall’entusiasmo e fanno andare il cuore in festa.

Il luccichio negli occhi è sintomo spesso di un’ispirazione divina e lo si scorge mentre siamo intenti a fare ciò che ci riesce meglio, liberi dal peso che quell’attività debba essere riconosciuta ed apprezzata socialmente: fare battute, ricamare, disegnare, creare oggetti per la casa, sfornare torte etc. etc.

Ebbene anche le inclinazioni apparentemente più inutili (che so, avere la capacità di memorizzare tutti i calciatori italiani dagli anni ’30 ai giorni nostri, vestirsi bene, essere una macchietta e chi più ne ha più ne metta) potrebbero procurare denaro.


Tutto ciò è vero – a detta di Vadim Zeland, autore de “Il fruscio delle stelle del mattino” – se questa inclinazione coincide con il fine della nostra anima.

Secondo lo scrittore russo, infatti, assecondare il fine della nostra anima ci porta diritti verso il successo perché a tutti è concesso di ottenerlo senza distinzioni di alcun tipo.

Accade allora che molte nostre predisposizioni d’animo per così dire “innate” potrebbero essere un segnale che la strada giusta da inseguire sia proprio quella. Del resto nessuna caratteristica personale è frutto del caso, e se siamo bravi a fare quella “determinata cosa” ci sarà pure un motivo.

Dice Zeland in proposito:

Tutto ciò che sapete fare con facilità, con naturalezza e volentieri ha un significato e un valore.

Non avete nessuna dote che non sia significativa”.

Quindi anche una qualità apparentemente inservibile può divenire utile e rivelarsi efficace in modo inaspettato.

Pensateci un po’ – esorta ancora Zeland – : se veramente fate le vostre “stupide” azioni con naturalezza e volentieri, vuol dire che ciò deve avere un significato”.

Le creazioni che nascono dall’anima hanno sempre un grande valore e non c’è nessuna ragione che ti impedisca di credere che anche tu possa tirar fuori dei capolavori.

Il punto è capire se la propria inclinazione corrisponde al fine dell’anima. Come si fa ad intenderlo?

Per Zeland il fine non può complicarci troppo la vita, se sentiamo che è quella la nostra vocazione allora avremo il cuore in festa, l’anima che gioisce e la ragione che si frega le mani.

La strada sarà più spianata del previsto e i risultati supereranno di gran lunga le aspettative.

Se la professione scelta corrisponde al fine della propria anima allora il benessere arriverà da solo e a catena procurerà maggiore soddisfazione negli altri ambiti dell’esistenza.

Bisogna porsi allora onestamente la domanda: “cosa fa gioire il mio cuore?”.

Questa è la domanda che Zeland suggerisce di chiedersi nel secondo volume della trilogia Transurfing Reality [puoi acquistarla online da questa pagina N.d.R.].

E allora cosa renderebbe la tua vita una festa?

A presto!

;-)

Simona

Per approfondire le tematiche trattate da Vadim Zeland ti rimando ai seguenti articoli:

Il fruscio delle stelle del mattino

Come cavalcare l’onda della fortuna

PS

Guadagnare con le tue passioni?

Conosci già questo corso che abbiamo organizzato?

PPS

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;-)

Se vuoi approfondire:

32 Commenti a “Vadim Zeland: come guadagnare con le proprie passioni”

  • Jose:

    Concordo pienamente col pensiero tuo e di Zeland.

    Il corso che abbiamo organizzato col Laboratorio Info Prodotti è la prova del fatto che mai come un questa epoca è possibile guadagnare con le proprie passioni…

    …a meno che, ovviamente, non ci sia installato il programma “Il lavoro è fatica!”
    :-D

    1abbraccio, Simona e grazie mille per questa seconda perla con cui hai arricchito questo Blog.
    :-)
    Josè

  • :-)
    E’ stato un piacere!
    Un abbraccio a te!
    Simona

  • Molto bello Simona quello che dici e concordo con te, soprattutto quando scrivi:“cosa fa gioire il mio cuore?”

    C’è una cosa da dire che ho letto su “Strengths Finder 2.0 di Tom Rath”. Fino ad oggi e ancora oggi nel mondo si portava avanti questo modo di vedere le cose:” Puoi fare tutto quello che vuoi nella tua vita”. Molte persone si trovavano a fare il lavoro nella loro vita per il quale non erano portati, oppure non avevano le qualità per farlo.

    Che ora viene sostituito da:”E’ meglio che fai quello che sai fare bene nella tua vita, perché lo sai fare meglio di chiunque altra persona al mondo”.

    Credo che la domanda:”cosa fa gioire il mio cuore?” sia la strada di svolta per decidere il cosa fare….

    Grazie di questo articolo Simona e complimenti.
    Giuseppe

  • Per molti le passioni sono viste, come tu dici, come uno sfogo un modo per liberare la mente, e proprio per questo che non si riesce ad ottenere da quelle passioni anche un attività lucrosa magari.

    Una grande verità è che si può guadagnare con una passione, ma ciò richiede comunque sforzo e impegno. E quindi di conseguenza diventa lavoro e di conseguenza molti non la vedono più come un hobby per liberare la mente, ma come un “faticoso lavoro”.

    Prima di pensare di poter lavorare con le proprie passioni, bisogna riconsiderare la propria visione del mondo innanzitutto.
    La vita non è lavoro / Famiglia / Hobby e Amici.
    La vita è lavoro, famiglia, hobby, amici e più questi coincidono e vanno nella stessa direzione e più saremo felici.

  • Quanto è vero !

    Forse la parola Lavoro andrebbe sostituita,in quanto l’etimologia della parola stessa dice che:Il termine lavoro riporta al latino labor con il significato di fatica.
    Altro termine dialettale come sinonimo è travaglio, dal francese travailler, per esempio in siciliano “lavorare” si dice “travagghiare” e in piemontese “travajè”.:-)

    E’ proprio strano che la maggiorparte delle persone facciano per tutta la vita qualcosa che non li soddisfa .

    Grazie per la segnalazione di questo autore che non conosco.

  • Ciro:

    Trasformare le proprie passioni in un lavoro è una cosa fantastica.
    E’ da qualche settimana che ci sto provando e ho messo su un bel portale web (non ancora completo) sfruttando tutte le mie conoscenze (riposte da anni nel cassetto).
    Credere di poter trasformare le proprie passioni in un lavoro e viverci, magari sfruttando il web e lavorare da casa poche ore è quello che tutti vogliono sentirsi dire.
    La realtà e diversa, non tutte le proprie passioni possono essere trasformate in soldi. Quello che oggi rende soldi specialmente sul web è risolvere i problemi della gente.
    Ma se una Passione diventa Lavoro, per quanto tempo resterà una vera passione ?
    Una passione è qualcosa che fai quando ne hai voglia, non devi rispettare scadenze. Se la tua passione diventa lavoro sei sicuro che continuerai a trattarla da Passione ?

  • Grazie a te Giuseppe per averlo apprezzato e commentato!
    A presto!
    Simona

  • Ciao Cosimo,
    infatti nn è detto che tutti gli hobby devono diventare lucrativi, ma uno di essi potrebbe, qualora avesse a che fare con la vera vocazione della tua anima.
    :-)
    Un abbraccio di luce.
    Simona

  • @Marco: Prego!
    Felice tu abbia gradito.
    :-)
    Aggiungo poi che nel mio dialetto, la parola lavorare è detta “faticare”.
    A presto.
    Simona

  • @Ciro: In bocca al lupo per la tua nuova attività!!
    :-)
    Spero ti porti soddisfazione morale e gratificazione monetaria!
    Infatti specifico che non sempre le passioni coincidono con il fine ultimo dell’anima, ma quando ciò accade allora seguirle fino in fondo porta benessere e soddisfazione.
    :-)
    Ciao e ancora auguri!
    Simona

  • Ciao Josè, sono una donna, che non molto tempo fa sarebbe stata definita “vecchia”. Ho infatti compiuto lo scorso anno i miei pirmi 70 anni. Naturalmente “lavoro” ancora nella mia piccola libreria in una cittadina di provincia del profondo Nord e posso dire, senza tema di essere smentita, che ho tasformato la mia passione per i libri nel mio lavoro che, non solo non trovo stancante (passo “quì” tutti i giorni 10 ore…), ma che mi dà la “spinta” per uscire dal letto ogni mattina con rinnovato entusiasmo. Purtroppo (chissà perchè da qualche parte c’è sempre un “Purtroppo”) tanto sono brava, a detta dei miei clienti affezionati, a consigliare i libri “giusti” (ho venduto in poco più di 2 anni 600 copie di The secret e adesso sto consigliando alla grande quelli di Zeland…) quanto sono una frana nel far tornare i conti a fine mese. E questo, penso sia più che comprensibile, rovina in gran parte la gioia di svolgere il mio lavoro che, a cinquant’anni suonati, ho scelto di fare per passione. Dal 20 del mese in avanti mi sento un cappio al collo e vado in paranoia totale. Sono pienamante consapevole che l’ansia e la preoccupazione agiscono da “freno” potentissimo e che l’energia che da quel momento gira nel mio negozio non è delle migliori, ma, nonostante tutto quello che ho letto e che “intellettivamente” conosco bene, mi trovo a non sapere più a che santo votarmi. Bè, anche oggi ho esposto il mio lamento quotidiano e ti prego di scusarmi se questa volta ho scelto te e il tuo blog. Sappi comunque che ricevo con gioia e leggo con attenzione i tuoi post che apprezzo moltissimo. Ho seguito e seguo, quando mi è possibile, le canalizzazioni di Metatron ed a questo proposito, devo anche dirti che ho “sentito” ogni sera per circa 6 mesi il Mantra che avevo acquistato. Mi chiedo in cosa ho sbagliato visto che il risultato è stato quello che ti ho descritto più sopra e sul quale non voglio più tornare. Se mi risponderai, te ne sarò grata. Buona “calda” giornata e 1 abbraccio – MaGì

  • Ciao Josè, sono M.Grazia,èun pò che seguo il tuo lavoro sul sito,attratta dal concetto di ricchezza interiore, spirituale da cui sei partito. Più ti seguo però e più mi rendo conto che il tutto è molto concentrato sull’ arricchimento materiale individuale.
    Premesso che non ho pregiudizi nei confronti del denaro,non pensi che un discorso più spirituale debba essere basato su concetti di solidarietà,condivisione con i più deboli,(anche e sopratutto del denaro)donare gratuitamente senza preoccuparsi del domani, l’essere caritatevoli, portatori di pace,concentrarsi su tutti quei concetti di unicità tra le persone che tu conosci molto bene, quelle cose che l’anima si porta appresso quando migra….tutto il resto rimane qua….compreso il denaro.
    Scusami non voglio essere irriverente,ma solo manifestare una mia delusione. Ti ringrazio per l’attenzione che vorrai prestarmi e ti saluto.
    Ciao M. Grazia

  • Che belli questi spunti di riflessione Simona, proprio interessanti.
    Non conoscevo questo Vadim Zeland.
    Mi hai acceso l’interesse per approfondire magari proprio comprando uno dei libri dell’autore.
    Grazie e un abbraccio.
    Alberto

  • Cara Simona,
    anche io vorrei tanto sapere chi è stata la mente illuminata che ha detto che il lavoro deve essere faticoso e stancante.
    Quando rientri dal lavoro devi dimostrare di avere un macigno di almeno un quintale sulle spalle, altrimenti ti senti dire:”Ti vedo rilassato, lavorato poco?”. Ma va…
    Quello che conta veramente non è “lavorare sodo” ma “lavorare in modo intelligente”.
    Vivere i propri sogni e trasformare i propri obiettivi in realtà è possibile e credere che sia possibile è fondamentale.
    E’ necessario però cambiare le proprie convinzioni, quelle che ci hanno tramandato la famiglia, la scuola, la società e che sono radicate dentro di noi perché è la nostra mente che ci rende poveri o ricchi, infelici o felici.
    Per ottenere risultati diversi bisogna fare cose diverse con approcci diversi: tra il credere di non sapere e il credere di sapere c’è una grossa differenza.
    Diceva Henry Ford:”Che tu ci creda o no, comunque avrai ragione”.
    Le convinzioni non sono né giuste né sbagliate ma potenzianti o depotenzianti: se una persona decide che vuole cambiare e nutre dentro di sé una forte motivazione, troverà sicuramente il modo per farlo.
    Qualcuno ha detto:”Dove poni la tua attenzione, ottieni dei risultati”.
    Una verità sacrosanta come altrettanto lo è che le persone preferiscono accontentarsi e stare nella propria “zona di comfort” perché hanno paura di rischiare, hanno paura di vivere i loro sogni.
    Si vive una volta solo e allora viviamo la nostra vita così come la vogliamo, non come la vogliono gli altri, o almeno proviamoci, per non avere rimpianti.

  • Jose:

    @ Maria Grazia:
    Ciao Maria Grazia!
    :-)
    Penso che il tuo problema non sia “animico”, ma semplicemente di pratica gestione del denaro.

    Leggi “I Segreti della Mente Milionaria di T Harv Eker”: al suo interno ci sono dei consigli ottimi sulla gestione del denaro.

    Ne parlammo nella 4° Conferenza… non so se la scaricasti… Se mi mandi una mail in privato, ti mando volentieri i link.
    :-)

    @ Maria Grazia:
    Ciao Maria Grazia!
    :-)
    Prima di risponderti, voglio precisare che qualsiasi cosa ti dirò è frutto del mio modo di pensare e non pretendo assolutamente di convincerti di nulla.

    Dalle tue parole emergono molte più convinzioni di quante tu possa immaginare e anche cose che per una ricercatrice spirituale, sono delle chiare incongruenze.

    Te ne dico una: la separazione tra ricchezza materiale e ricchezza spirituale.

    E’ una chiara separazione che fai dentro di te, dimenticando che tutto è UNO e che la ricchezza materiale è soltanto una manifestazione della ricchezza spirituale.

    Se manca la materiale, mi dispiace dirlo, ma è segno di una certa mancanza di equilibrio e di completezza di quella interiore/spirituale.

    So che le mie parole possono sembrarti dure, ma non sono uno che per compiacere gli amici del blog dice ciò che vogliono sentirsi dire a discapito di ciò che è bene che conoscano (secondo me).

    Anche se sostieni di non avere pregiudizi sul denaro, ti invito a guardarti sinceramente dentro, magari dopo aver letto – senza pregiudizi – questi due importantissimi post:

    http://www.ricchezzavera.com/blog/ricchezzavera/la-causa-principale-per-la-quale-non-si-attraggono-soldi/

    http://www.ricchezzavera.com/blog/ricchezzavera/il-denaro-e-la-radice-di-tutti-i-mali/

    Parli di condivisione del denaro con i più deboli… ma cosa pensi si possa condividere se non si hanno soldi?

    Ti accorgi da sola di queste incongruenze?

    Non so come interpreterai queste mie parole, ma posso garantirti che per scrivere questo commento ci ho messo tutto l’affetto di questo mondo, spero tu possa comprenderlo.

    1abbraccio
    Josè

    PS
    la delusione può essere solo figlia di una aspettativa.
    Entrambe sono derivazioni del giudizio.
    Il giudizio è un altro deterrente della ricchezza e dell’Unità:
    http://www.ricchezzavera.com/blog/top-post-i-migliori-post-sulla-ricchezza/sospensione-giudizio/

  • @ Maria Grazia:
    Ciao Josè, ti ringrazio per avermi risposto,solo un chiarimento,poi leggerò i post che mi hai inviato.
    Tu affermi che LA RICCHEZZA MATERIALE Và DI PARI PASSO CON LA RICCHEZZA SPIRITUALE, da questo si evince che chi non ha denaro o altri beni è povero spiritualmente.Giusto?
    Ma per te una Madre Teresa di Calcutta che non aveva niente se non il sari che indossava, era povera di spirito?
    Capisci dove mi perdo meditando sulle tue affermazioni?
    Ti prego di chiarirmi questo concetto perchè per me capire è importante.Ti ringrazio e ti invito a farlo con la massima libertà….nonsono permalosa. Grazie.
    A presto.

  • @Alberto:
    Ciao, io preferisco il secondo volume di Zeland (il fruscio delle stelle del mattino)rispetto al primo della trilogia “Reality Transurfing”, anche se riconosco in entrambi un’abile maestria nel raccontare le apparentemente insondabili leggi del cosmo.
    Un abbraccio.
    Simona

  • Jose:

    Maria Grazia ha scritto:

    ti ringrazio per avermi risposto

    prego, figurati: anzi, mi fa piacere che tu abbia preso le mie parole per quello che sono (una manifestazione di affetto).
    :-)
    Maria Grazia ha scritto:

    Ma per te una Madre Teresa di Calcutta che non aveva niente se non il sari che indossava, era povera di spirito?

    Premetto che secondo me ogni storia è un’eccezione.

    Quindi Prendere una donna speciale come Madre Teresa e renderla una regola, secondo me, non può che essere fuorviante.

    Poi preciso che nel mio commento precedente ho scritto:
    Jose ha scritto:

    Se manca la materiale, mi dispiace dirlo, ma è segno di una certa mancanza di equilibrio e di completezza di quella interiore/spirituale.

    Quindi non ho parlato di “povertà spirituale”, bensì di mancanza di completezza e/o di equilibrio.

    Sono tantissimi i casi di persone ricchissime spiritualmente e senza una lira.
    I motivi li ho scritti in questo post:
    http://www.ricchezzavera.com/blog/ricchezzavera/come-mai-the-secret-funziona-per-tutto-tranne-che-per-i-soldi/

    Infine, capisco che certi personaggi della storia siano diventati nelle nostre menti dei miti – dei giganti di perfezione – ma ci dimentichiamo spesso che queste persone erano prima di tutto esseri umani, con le debolezze e le imperfezioni che questa cosa implica.

    Non è che perchè Madre Teresa sia Madre Teresa, significa che sia perfetta.
    Magari era un angelo, una donna virtuosissima, ma ben poteva avere un cattivo rapporto col denaro.

    Fermo restando che non conosco perfettamente la sua storia, ben potrebbe aver avuto una vita ricchissima anche senza soldi.

    Spero di averti risposto chiaramente.
    ;-)
    1abbraccio
    Josè

  • @ Simona:
    Quindi cosa dici si può volendo partire dal secondo, come se fossero testi a sè o è meglio iniziare secondo l’ordine della trilogia.
    Ciao e grazie.
    Un abbraccio
    Alberto

  • @Alberto: è meglio seguire l’ordine della Trilogia!
    Un bacio!
    Simona

  • @Luciano Collu:
    Che dire se non che sono pienamente d’accordo con te!.
    Complimenti per gli spunti di riflessione.
    Un abbraccio di luce.
    Simona

  • Simona ha scritto:

    @Luciano Collu:
    Che dire se non che sono pienamente d’accordo con te!.
    Complimenti per gli spunti di riflessione.
    Un abbraccio di luce.
    Simona

    Cara Simona,
    ti ringrazio di cuore per i complimenti e sono oltremodo contento perché hai apprezzato il mio commento al tuo articolo e perché condividi le mie riflessioni: io sono fermamente convinto di ciò che ho scritto. Mi fa piacere che ci sia un’altra persona che la pensa come me: mi sento meno “particella di sodio” :-D
    Con sincero affetto.
    Luciano

  • @Luciano:
    eheheheh! Siamo Uno, non particella di sodio!
    Un abbraccione e in bocca al lupo per tutto.
    :-)
    Simona

  • La conoscenza e la capacità di fare sono la certezza fondamentale di un essere e non hanno prezzo e il fatto che le persone ti vogliano pagare per averle credo non esista una possibilià migliore di questa di vivere la propria vita con piacere e passione di fare.

  • dina:

    ciao josè
    Ricchezza vera!che bella frase!frequento l’università della terza età dove partecipo alle ottime conferenze e canto nella corale di questa università. Questa attività non è lucrosa ma mi da tanta gioia che come mi (hanno riferito) canto col cuore. Il nostro è un coro folcoristico, quando ci ascoltano tanti si commuovono perchè ricordano storie passate e questo ci fa sentire ricchi dentro! Vi manderò la mia foto. Grazie per questa corrispondenza per me è come avere una finestra aperta sul mondo!!

  • Grazie Daniele per l’integrazione.
    Un abbraccio.
    :-)
    Simona

  • [...] – Vadim Zeland: Come guadagnare con le proprie passioni [...]

  • @ dina:
    prego, mi fa piacere.
    :-)

  • Giò:

    ciao Josè, penso che il Transurfing sia la miglior soluzione. tanti altri libri a confronto mi sembrano solo superflui. tu hai letto i due libri di Zeland? che ne pensi? :)

  • Jose:

    @ Giò:
    Ho letto solo alcuni estratti di entrambi i libri usciti.

    Mi piace molto il suo approccio, i contenuti sono sempre gli stessi, ma l’approccio mi è piaciuto molto.
    ;-)

    Ecco perchè ho chiesto a Simona di fare un post su questo secondo libro
    ;-)

  • manuela:

    Ciao, vorrei dire a Maria Grazia che sicuramente Madre Teresa aveva un ottimo rapporto col denaro, infatti la quantità di donazioni che ha ricevuto lei nel corso degli anni è impressionante, e ovviamente servivano per i progetti che più le stavano a cuore e che sentiva costituivano la sua missione nella vita. Lei diceva che se il progetto piaceva a Dio i soldi non erano un problema, sapeva con certezza che sarebbero arrivati E qui ci sono molte considerazioni da fare: la certezza (fede) nell’arrivo del denaro, il non disprezzarlo, la passione che ti muove e ti motiva nella vita… sicuramente si possono aggiungere molti altri spunti che tu potrai trovare. un saluto Manuela

  • Jose:

    @ manuela:
    Ci avrei scommesso… solo che non conoscevo la storia di Madre Teresa.
    Grazie per l’intervento
    ;-)

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