Come Pensare Positivo

Come Pensare Positivo[Come Pensare Positivo – Articolo di Valentina Demelas]

Che ci si creda o meno, stiamo vivendo giorni cruciali per il futuro dell’umanità e della nostra Madre Terra.

Il nostro spirito sta lavorando nel profondo della nostra anima.

Ci stiamo avvicinando a un rinnovamento totale del nostro essere e all’espansione massima del nostro livello di consapevolezza.

L’evoluzione si manifesta anche attraverso prove difficili da superare, confusione, senso di smarrimento e paura.

Per poterci evolvere è necessario Aprire il Cuore a pensieri d’Amore, di Fiducia e di Prosperità, sentimenti che alzano le nostre vibrazioni e sostengono anche l’espansione della coscienza collettiva dell’intero pianeta.

La gente in questo momento invece è sempre più negativa, sfiduciata, pessimista.

Dobbiamo fare qualcosa.

Come Pensare Positivo

E’ importante capire come pensare positivo.Come Pensare Positivo

Impegniamoci a pensare positivo, ad aspettarci il meglio, per evitare che l’intenzione collettiva ci porti alla deriva.

Chi ha raggiunto un buon livello di consapevolezza deve lavorare anche per gli altri, cercando di favorire pensieri, azioni ed aspettative positive.

È un dovere morale, a maggior ragione ora, che si prospettano elezioni politiche sempre più difficili allo stato attuale, la maggior parte dei cittadini si aspetta “governanti” nuovi, ma pur sempre ladri, disonesti, interessati solo al proprio interesse e alle proprie tasche, ingiusti, e quant’altro.

È vero, la realtà in cui viviamo ci parla ogni giorno di povertà, disperazione, disonestà…

I media ci mostrano politici avidi, furbi, bugiardi…

Le frasi che vanno di moda in questo periodo sono:

  • “Tanto siamo in Italia, non cambierà mai nulla!”
  • “Chiunque vada al potere si farà corrompere dal denaro!”
  • “Alla fine diventano tutti ladri!”
  • “Il denaro è la causa di tutti i mali”

E, dulcis in fundo

  • “I ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri!”

Et voilà! La lista dei luoghi comuni è quasi completa!
La paura è annullata dall’amore.

La paura è un potente strumento controllo delle masse.

E l’essere umano per natura fa fatica ad accettare i cambiamenti.

Non si fida, diciamo.

O ci impiega tanto a farlo.

A questo proposito cito un brano tratto dal libro “Dove non osano i polli” di Anthony de Mello (se non lo conoscete, vi consiglio di cercare su internet la sua bibliografia, è davvero illuminante nella sua estrema semplicità). Quando l’ho acquistato, anni fa, era edito da Piemme. [Puoi acquistarlo qui, su Macrolibrarsi]

Il brano s’intitola “Il condizionamento morale

Una suora indiana va in ritiro.

Tutti quelli che fanno parte della sua comunità dicono: “Oh, lo sappiamo, fa parte del suo stile: partecipa sempre a seminari e va in ritiro; non cambierà mai”.

Ora accadde che la suora subì, in effetti, un cambiamento, nel corso di quel particolare ritiro, o gruppo di terapia, o quel che è.

La suora cambia: tutti notano la differenza.

E dicono: “Caspita, ha veramente capito delle cose, non è vero?”.

È vero, e la differenza si nota dal suo comportamento, dal suo corpo, dal suo viso.

Accade sempre Così quando si verifica un cambiamento interiore.Viene registrato nel viso, negli occhi, nel corpo.

Ebbene, la suora torna alla sua comunità, ma dato che la comunità ha di lei un’idea fissa, dettata dal pregiudizio, continuerà a vederla attraverso gli occhi del pregiudizio.

I membri della sua comunità sono gli unici a non vedere in lei alcun cambiamento.

Dicono: “Be’, ha l’aria un po’ animata, ma aspettate e vedrete: tra poco sarà di nuovo depressa”.

Ed entro poche settimane lei è di nuovo depressa: reagisce alla loro reazione.

E così tutti dicono: “Visto? L’avevamo detto, noi; non è cambiata”.

Invece di aspettarci il peggio, vedere il marcio, lamentarci, perché non aspettarci un totale cambiamento positivo, un vero e profondo rinnovamento, l’arrivo di persone per bene, oneste e interessate al reale bene dello Stato e al benessere e la felicità dei cittadini?

E perché non fare ciò anche per il mondo intero, già che ci siamo?

Perché non far sì che questo cambiamento positivo, questa guarigione globale parta da noi?

Da ognuno di noi? Dal nostro cuore?

E si diffonda attraverso i nostri pensieri, le nostre parole e le nostre azioni?

Tra noi c’è chi ha già lavorato molto su se stesso e non fa fatica a pensare positivo e ad aspettarsi il meglio per sé e per tutti.

A chi invece è solo all’inizio del cammino verso la consapevolezza chiedo di non giudicare folli le mie affermazioni, chiedo di avere fiducia, di aprirsi completamente alla Fiducia e all’Amore.

All’Amore per tutti e per tutto.

All’Amore, all’apprezzamento e alla Gratitudine per ciò che è in questo momento.

Bello o brutto, buono o cattivo, poco o tanto che sia.
Basta poco, basta fare un piccolo passo, un minuscolo passo avanti e si è già immersi nel Grande Flusso che ci porterà dapprima a cambiare a poco a poco le nostre convinzioni e poi a cambiare totalmente noi stessi.

So che è difficile, lo so bene! È necessario un enorme sforzo, serve forza di volontà a quintali, ma una volta superata la diffidenza, il grande ostacolo inziale, poi tutto diventa MERAVIGLOSO!

La vita diventa un gioco meraviglioso, una scoperta continua, una magia, un miracolo… I problemi diventano opportunità, i problemi diventano prove da superare,

i problemi nascondono benefici. Tweetta!

Vi racconto un breve aneddoto che amo raccontare perché lo trovo significativo.

Un fatto che mi è accaduto qualche giorno fa, mentre mi stavo recando al lavoro.

Una mattina di qualche settimana fa un distributore automatico d’acqua e merendine in metropolitana mi ha “mangiato” 2 euro.

Lì per lì ci sono rimasta male, lo ammetto!

Anche io, che sono tanto zen, ho ceduto a pensieri come: Perché tanta sfiga? Cosa ho fatto di male??? Perché proprio a me?!??!!!

Non avevo fatto colazione, ero di corsa e mi sarei accontentata anche di uno snack al volo anche se non salutare lo ammetto…era l’unica monetina che avevo nel portafoglio e intorno non c’erano cambiamonete.

Passato il primo momento di smarrimento, mi sono domandata quale fosse il messaggio di questo spiacevole imprevisto.

Mi sono abituata a chiedermi il perché quando qualcosa mi va apparentemente “storto”.

Se le cose vanno male (ovvero non vanno secondo i miei programmi, e non significa che i miei programmi fossero la cosa giusta per me) il motivo è che c’è dietro qualcosa di meglio per me, un beneficio maggiore rispetto al previsto. 

Beh, nel caso della monetina mangiata la mia risposta è stata questa:

“Ho perso 2 euro perché dovevo rendermi conto di dover ringraziare perché per me non è una tragedia perdere 2 euro.”

Mi è dispiaciuto, ovviamente perdere 2 euro, perché perdere il denaro non è mai bello, bisogna sempre guardarsi dentro e approfondirne le cause, ma non ho voluto vederci per forza del negativo.

Non mi sono arrabbiata, tanto sarebbe stato del tutto inutile e avrebbe fatto male solo a me, ho augurato di gustare un buon caffè al gestore della macchinetta che avrebbe trovato i miei 2 euro in soprappiù e mi sono fermata poi al primo bar a prendere cappuccio e brioche prima di entrare in ufficio, cambiando un pezzo da 5.

Beh, so che mi crederete!  La mattina seguente ho inserito 1 euro nello stesso distributore per prendere una bottiglietta d’acqua e… all’interno c’era un credito di 90 centesimi (cosa che non accade mai perché solitamente dà il resto!)…

Essendo il prezzo della bottiglietta proprio di 90 centesimi, non solo ho avuto in omaggio l’acqua, ma ho anche avuto un resto di 1 euro.

Non sono in pari, ma questa esperienza mi ha ripagata il centuplo.

Ecco, magari per qualcuno questa potrebbe sembrare una banale coincidenza.

Invece – dato che le coincidenze non esistono – questa è MAGIA!

Il sapore che lascia un’esperienza simile è fantastico.

Ci si sente parte di qualcosa di immenso, mai soli, appoggiati dall’Universo o come lo volete chiamare.

È stato come se l’Universo mi avesse fatto l’occhiolino dicendomi:

“Ehi, ci sono! Anche quando sembra che non ci sia!”.

Qualcuno potrebbe chiedere:

  • Se l’Universo ci sorregge sempre, allora perché tante persone sono ridotte alla disperazione?
  • Perché hanno perso il lavoro?
  • Perché stanno soffrendo proprio in questo momento?
  • La colpa non è loro, la colpa è dello Stato!

(o di chissà che altro).

Forse sto per dire qualcosa di impopolare, ma la responsabilità di tutto ciò che viviamo è solo ed esclusivamente nostra.

Qualcuno potrebbe chiedere: ma queste persone non hanno scelto di perdere il lavoro, o di ammalarsi, ad esempio.

Non l’hanno scelto consciamente, ma hanno raggiunto la condizione in cui si trovano attraverso i pensieri, lo stato d’animo, le emozioni negative, la paura.

Una volte superato l’ostacolo della diffidenza, questo concetto diventa molto chiaro e… come per magia i problemi diventano sempre meno, le situazioni migliorano, e un giorno ci si rende conto di trovarsi a grande distanza rispetto alle situazioni negative che magari sono state il pane quotidiano per anni.

Per dare il via al cambiamento basta pochissimo. Basta iniziare da un gioco.

Ad esempio per cominciare si potrebbe, da domani, provare a pensare bene di tutto e di tutti.

Fatelo!

  • Guardate il vostro capo e pensate: “Ma quanto è gentile e simpatico!” anche se è un vero despota!
  • Oppure mentre bevete il caffè della macchinetta: “ma che delizia questo caffè!”.
  • O ancora meglio, cercate di trovare veri lati positivi delle persone e delle cose.

È un gioco: pensare in negativo o in positivo richiede lo stesso impegno.

Tanto vale pensare in positivo!

Tanto non vi sente nessuno, tranquilli!

Non sto dicendo di illudersi che tutto vada bene, ma di provare a cambiare per un momento della giornata il modo di porci nei confronti della realtà che ci circonda.

Per me è stato difficilissimo, ma ora sono abituata.

Sono serena, sono grata, mi aspetto il meglio.

Sono ormai nel flusso e tutto fila più o meno liscio.

Ho’Oponopono

Come Pensare PositivoPratico da anni Ho’Oponopono e devo riconoscerlo come valido aiuto in situazioni di disagio.

Non è la panacea guaritrice di tutti i mali del mondo, non è una fetta gigantesca di salame sugli occhi e non è neppure un placebo, né uno strumento per stupidi illusi.

L’Ho’Oponopono è qualcosa di meraviglioso, un appiglio inizialmente, che con la pratica e il tempo diventa un’abitudine bellissima, che porta alla comprensione, alla calma interiore e all’accettazione.

Secondo Ho’oponopono ogni cosa che ci accade è nostra assoluta responsabilità.

La nostra realtà va accettata così com’è e osservata da lontano.

Se positiva, va mantenuta tale e alimentata grazie all’abbandono del passato e ad uno spirito propositivo.

Se negativa, va accettata e pulita, grazie alla ripetizione del mantra [Ti Amo, Mi Dispiace, Perdono, Grazie – n.d.r.] e alla consapevolezza di averla creata con i nostri pensieri e sentimenti.

Insomma, siamo tutti responsabili della nostra vita monotona, del nostro schifosissimo lavoro, della nostra famiglia invadente, della nostra casa che andrebbe risistemata, delle tasse che sono troppe e del governo ladro.

Oppure possiamo essere responsabili della nostra vita così facile, serena e ricca!

Possiamo iniziare ad essere protagonisti della nostra Vita, capire cosa ci piace, ciò ci cui abbiamo bisogno per essere felici, cosa ci fa sentire Vivi!

Rendite da Passioni

Possiamo iniziare a tenere conto delle nostre naturali inclinazioni, dei nostri talenti, delle nostre passioni.Come Pensare Positivo

Possiamo seriamente pensare di crearci delle rendite che ci rendano indipendenti e liberi, per non vivere più nella paura di non arrivare a fine mese, nella paura di perdere tutto, nella paura di esaurire la nostra vita in un’esistenza non vissuta appieno.

Facciamo qualcosa per noi stessi, lasciamo che ciò che siamo e sappiamo fare affiori, e dia frutti rigogliosi, lasciamo che la nostra vita si riempia di “Rendite da Passioni”!!!

Io l’ho fatto, ho seguito i consigli di José: sono grata e felice, perché e la mia vita ha assunto un significato tutto nuovo!

Non è giusto che la gente sia ridotta alla disperazione, ma neppure è giusto che chi stia meglio debba sentirsi in colpa.

E non è questione di sensibilità, secondo me siamo stati programmati per avere un certo tipo di reazione.

Il momento è maturo, per rendersi consapevoli di questo.

Tuttavia se ripenso alla mia infanzia, vedo film, cartoni animati, classici della narrativa e quant’altro parlarmi di persone tristi e sole a Natale e a Capodanno quando invece si dovrebbe ridere e gioire (e chi non lo fa è diverso), caldarrostai e zampognari poveri e bisognosi, piccole fiammiferaie abbandonate e malinconiche al freddo e al gelo.

Grazie a Dio me ne sono accorta! Mi sono svegliata!

Ma quanti non sono consapevoli?

Quanti si lasciano vivere ad un livello superficiale?

Chi ha potere vuole farci vivere nell’insoddisfazione, nella lamentela, nella paura, nella difficoltà, nella frustrazione, nella costrizione.

La prima cosa da fare è smettere di lamentarsi, e ringraziare per ciò che si ha.

Anche se non si ha nulla (che poi non è assolutamente vero!) bisogna ringraziare per ciò che di buono sicuramente sta per arrivare.

  • Grazie per avere compreso.
  • Grazie per la possibilità di cambiare in meglio.
  • Grazie per essere protagonisti di questo fantastico gioco di ruolo.

Così ora, quando penso a chi è meno fortunato di me – diciamo così per semplificare – quando penso a coloro che vorrei aiutare ma non posso (materialmente) inizio a recitare il mantra Ho’oponopono.

  • Vedo ragazzini indiani che vendono ombrelli, senzatetto ubriachi e persone dallo sguardo perso nel vuoto?
  • Penso ai senzatetto che hanno freddo?
  • Penso agli animali abbandonati e maltrattati?
  • Penso a chi passerà le feste da solo o a chi è malato?

Mentre una volta mi sarei sciolta in una tristezza infinita e basta, ora reagisco ad essa ripetendo all’infinito “Mi dispiace, ti prego perdonami, grazie, ti amo”.

Non è cinismo, non è indifferenza, è la consapevolezza di non poter portare il peso del mondo sulle mie spalle, ma provare a guarirlo con i mezzi di cui dispongo.

Mi sforzo di fare un sorriso e ripeto:

“Universo (o Divinità, Dio ecc) mi dispiace per tutto ciò che in questo momento non mi piace della mia realtà.

Ti prego, perdonami per avere manifestato tutto ciò che mi rattrista, mi dà fastidio, non mi piace, non capisco e non accetto.

Grazie perché so che tutto ciò verrà cancellato e pulito, rendendo la mia realtà e la mia vita accettabili per me e per tutti, soddisfacenti, positivi e pieni di amore, gioia, salute e ricchezza.

Grazie! Ti amo!”.

E tutto sembra migliorare.

Non è superstizione, non è uno specchietto per le allodole.

Per poter curare il mondo, dobbiamo partire da noi stessi.

Se il negativo mi tocca o mi coinvolge, vuol dire che fa parte di me e vuole farsi vedere per poter essere pulito, guarito ed eliminato.

Quando non avevo denaro, all’inizio mi agitavo.

Poi ho imparato a rilassarmi – credo molto nell’importanza e nella potenza del rilassamento – e a distrarmi con la recitazione del Mantra Scusa, mi dispiace, perdonami, grazie, ti amo ad oltranza, quasi per distrarmi o forse addirittura stordirmi.

Poi ho iniziato a rilassarmi sempre più a lungo, a fare silenzio nella mente, a visualizzare.

Infine grazie alla Yoga della Risata ho imparato l’importanza di saper ridere senza motivo.

Yoga della Risata

yoga della risataRidere fa bene, distrae, guarisce, alza le vibrazioni.

Non c’è bisogno di avere un motivo per ridere.

La risata nasce da noi.

Basta provare a ridere per finta e presto ci si accorgerà che la risata diventerà reale.

Si può ridere anche se si è profondamente tristi.

È possibile farlo, ritagliarsi una piccola parentesi quotidiana di benessere, tornare per un attimo bambini, senza pensieri, senza limiti, vergogna, paura.

Essere pura vita, pura gioia.

Madan Kataria, il medico indiano che ha inventato lo Yoga della Risata, dice:

Quando tu ridi cambi, quando tu cambi il mondo intorno a te cambia.

Per questo, oltre ad un beneficio fisico, vi sprono a ridere per contagiare chi vi sta intorno.

Se non potete ridere, almeno sorridete.

Anzi, provate a fare un esperimento: sorridete agli sconosciuti (anziani, soprattutto).

Siate gentili.

Portate una nota positiva inaspettata nella giornata di almeno una persona ogni giorno.

E che importa se vi prenderanno per pazzi?

Tornando al denaro, una volta imparato ad avere fiducia, non mi preoccupavo più anche se il giorno dopo avevo una bolletta da pagare e no avevo i soldi.

Ero curiosa di sapere come sarebbe andata a finire, o meglio, come l’Universo avrebbe risolto le mie difficoltà.

Alla fine andava tutto bene.

Credetemi, non mi sto inventando nulla.

Io e la mia famiglia abbiamo passato molte difficoltà in questi ultimi anni, ma ne siamo usciti indenni e più forti.

Abbiamo avuto bisogno di imparare. Lo abbiamo fatto.

Ci siamo sempre chiesti:

  • Perché ci è successo questo?
  • Qual è il senso?
  • Qual è il messaggio?

Bisogna imparare dagli sbagli per non commetterli più.

Ora, quando mi accade qualcosa di negativo o incomprensibile non mi faccio domande, recito semplicemente il mantra Mi dispiace, perdonami, grazie, ti amo.

Veramente lo recito nella mente anche quando sono in fila alla posta (non mi arrabbio più!), quando lavo i piatti, quando la mattina sonnecchio sul treno e prima di andare a dormire.

Quando mi sento piena di energia e tutto va bene ripeto solo: “Grazie, Ti Amo”.

Prepariamoci alla vita fantastica che ci aspettiamo!
Crederci o no, non è importante: attendiamo la Nuova Era con grande gioia, entusiasmo, buoni propositi.

Aspettiamoci un futuro migliore.
Il mondo per come lo conosciamo sta morendo.

Deve farlo per rinnovarsi profondamente.

E noi dovremo essere pronti per tutta la Gioia, la Pace, l’Abbondanza che ci attendono!

Dai, cosa costa pensare in positivo?

Anche se tutto crolla, noi non dobbiamo farlo.

Resistiamo, speriamo, immaginiamo un mondo migliore.

Se uniamo le nostre anime, la nostra forza sarà creatrice.
Per gli scettici: pensare positivo quantomeno è un ottimo esercizio… è tutta salute! 😉

Riflettiamo gente, riflettiamo! 😉

Come Pensare Positivo?

La risposta (Anthony De Mello)

Un discepolo disse al suo guru che sarebbe andato in un luogo lontano per meditare, nella speranza di tornare illuminato.

Così, ogni sei mesi, il discepolo spediva al guru una lettera per riferirgli dei progressi che stava compiendo.

La prima lettera diceva: “Ora capisco cosa significa perdere l’io”.

Il guru stracciò il foglio e lo buttò nel cestino della carta.

Dopo sei mesi ricevette un’altra lettera, che diceva: “Ora ho raggiunto la sensibilità nei confronti di tutti gli esseri viventi”.

Il guru la strappò. Una terza lettera diceva: “Ora capisco il segreto dell’unità e della molteplicità”.

Anche questa fu stracciata. La cosa andò avanti per quattro anni e poi non arrivarono più missive.

Dopo un po’ il guru cominciò ad incuriosirsi e, dato che un viaggiatore si stava dirigendo verso quel luogo lontano, il guru gli chiese: “Perché non vai a scoprire cosa ne è stato di quel discepolo?”.

Finalmente ricevette una lettera dal giovane. C’era scritto: “Cosa importa?”.

E quando il guru l’ebbe letta, esclamò: “Ce l’ha fatta! Ce l’ha fatta! Finalmente ha capito!”.

Con Amore,
Valentina

[Come Pensare Positivo – Articolo di Valentina Demelas – www.VivereDalRidere.com]

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PPS:

Guarda questo video su come pensare positivo 😉 :


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