Corso Formazione Formatori – corsi “Coaching in Azione”

Corso-Formazione-Formatori-–-corsi-“Coaching-in-Azione”-Giovanna-Giuffredi-e-Josè-ScafarelliCiao! Eccoci ancora qui a parlare del Corso Formazione Formatori della Formisano Training, stavolta ti racconto il corso di “Coaching in Azione”.

🙂

Finora ti ho raccontato questi corsi dello stesso Master Formazione Formatori:

1 – Master Formazione Formatori: corso “Fare Formazione per motivare ed Apprendere”

2 – Master Formazione Formatori: corso “Apprendimento in Azione”

3 – Corso Formazione Formatori – corsi “PNL in Azione”

4 – Corso Formazione Formatori – corsi “Public Speaking in Azione”

Adesso passiamo a parlare di questo corso “Coaching in Azione”, forse quello che mi ha maggiormente cambiato nel modo di pormi agli altri nella vita privata.

La finalità del corso è quella di mettere il partecipante nelle condizioni di poter fare il Coach.

A tal fine è stata chiamata a fare da trainer una delle più grandi coach italiane: Giovanna Giuffredi (con me nella foto in alto).

Vediamo adesso come è andata, giorno per giorno questo Corso del Master Formazione Formatori – Modulo “Coaching in Azione”:

Corso Formazione Formatori

Corsi “Coaching in Azione”

Giorno 1: Giovanna Giuffredi

Corso-Formazione-Formatori-–-corsi-“Coaching-in-Azione”-Giovanna-Giuffredi-e-Josè-ScafarelliNon avevo mai visto Giovanna Giuffredi dal vivo e non conoscevo neanche la sua trasmissione televisiva (Adolescenti – Istruzioni per l’uso) poichè è quasi un anno che non guardo la TV.

Lei è un’istituzione nel mondo del coaching e lo si è percepito sin dai primi minuti di lezione.

“La Vita che Vuoi, è la sola che avrai”Giovanna Giuffredi

Prima di tutto, la nostra Coach ci ha spiegato un pò il senso dell’essere un Coach.

  • Le persone sono in un modo > temono di non piacere per quello che sono > e quindi fingono di essere qualcun’altro.

Obbiettivo del Coach dev’essere di aiutare le persone ad essere quello che sono (hai detto niente! 😀 ).

Poi, subito ci ha fatto fare un esercizio.

Inutile dire che anche questo corso – così come tutti gli altri – è stato caratterizzato dalle continue esercitazioni pratiche.

Questo esercizio richiedeva di fare 3 domande al nostro vicino sulla sua vita (cosa fai nella vita, perchè sei a questo corso di coaching e cosa ti aspetti).

Dopo esserci scambiati due chiacchiere col vicino, la Giuffredi ci ha esortato a scrivere tutto ciò che ricordavamo di quanto ci era stato detto e poi di confrontarsi con l’altro.

Era un esercizio sull’Ascolto.

Saper ascoltare un tema ricorrente nei corsi di Max, anche nel corso di PNL e nel Nocciolo Duro, se ne era parlato diffusamente.

Repetita juvant e infatti pare che mi stia finalmente entrando in testa questo concetto arcano per molti esponenti del sesso maschile.

😀

Poi siamo passati a vedere i vari Stili Cognitivi:

  1. Il Sistama Rappresentazionale (Visivo, Auditivo, Cinestesico)
  1. Stile Lineare (maschile) e Reticolare (femminile)
  1. Stile Intuitivo e Riflessivo
  1. Finisher (stantano ad avviare, ma una volta partiti arrivano alla meta) e Starter (che finiscono sempre “Nel Fossato” in cui finiscono per impantanarsi)

Mappe del Territorio che utilizza il Coachee – il destinatario del Coaching.

Sulla base di questi stili di comunicazione, il Coach deve aiutare il Coachee a vedere altro e ad ampliare i suoi punti di vista con delle Domande.

Definizione di Coaching:

Cos’è quindi un Coach? Giovanna Giuffredi ce l’ha chiesto ed ecco cosa è emerso:

  • Un allenatore emotivo
  • Colui che porta in carrozza (traduzione letterale)
  • Colui che affianca
  • Colui che chiarisce
  • Un angelo custode
  • Colui che tiene per mano
  • Un operatore ecologico emotivo
  • Colui che aiuta a mettere a frutto le inclinazioni
  • Colui che mostra altri Punti di Vista
  • Colui che Rinforza le Credenze e i Valori
  • Colui che fa fare

Giovanna ci ha dato alla fine una sua definizione di Coaching, sicuramente più completa:

“Il Coaching è un Servizio professionale qualificato che aiuta le persone a diventare consapevoli delle proprie potenzialità, scoprendo le strategie più adeguate per raggiungere il successo.”

Pertanto il Coaching va distinto da altre figure professionali apparentemente simili:Corso-Formazione-Formatori-corsi-Coaching-in-Azione71

  • Il Tutor: è una persona che ha già avuto una certa esperienza, per cui da consigli e suggerimenti.
  • Il Mentor: un esperto, un anziano, un punto di riferimento
  • Il Counselor: anche lui da consigli e favorisce soluzioni
  • Il Consulente: da consigli tecnici
  • Lo Psicoterapeuta

A differenza di tutte queste figure, il Coach non entra nel meritolavora sul Processo e Sospende il Giudizio – non da risposte, ma le suscita.

Punta alla Soluzione e aiuta a focalizzare l’obbiettivo.

“Conosci Chi Sei” (Socrate)
“Diventa ciò che Sei” (Pindaro)

Il Coach non è responsabile dei risultati del Coachee: solo quest’ultimo è responsabile dei suoi risultati.

Presupposto del Coaching è che le prsone hanno in sé tutti i risultati.

Il Coach agisce su:

  • Atteggiamenti e Valori
  • Concetti
  • Tecniche e Competenze
  • Comportamenti
  • Contatti e Relazioni

“Se vuoi veramente qualcosa, focalizzati sulla Meta e il tuo Corpo seguirà la Mente.” – John McEnroe

Quindi il Coach è un “esperto del domandare” e nei 3 giorni di corso, ci hanno insegnato una montagna di tipi di domande.

Fondamentalmente le domande di un Coach devono essere:

  • Brevi
  • Incisive
  • Semplici
  • Mirate

Ecco un esempio di processo di Coaching:

  • Coach: Qual’è il tuo Obiettivo?
  • Coachee: Voglio cambiare lavoro e dare le dimissioni da quello attuale
  • Coach: Cosa ti ci vuole per cambiare lavoro e dare le dimissioni?
  • Coachee: Ci vuole coraggio
  • Coach: Cosa ti fa sentire coraggioso?
  • Coachee: Non avere paura
  • Coach: Come ti trovi in questo momento? (dai una percentuale).
  • Coachee: Ho coraggio al 50% e paura al 50%
  • Coach: A quanto vorresti arrivare?
  • Coachee: 100% coraggio e zero paura
  • Coach: Cosa hai già in quel 50% di coraggio?

Corso-Formazione-Formatori-corsi-Coaching-in-Azione6E avanti così con altre domande sempre più penetranti, tipo:

“Cosa ti farebbe sentire più coraggioso?”, “Se non avessi paura, cosa faresti?” Eccetera.

Il Coach si inserisce nel Processo che parte dal Mondo Interiore del Coachee e che arriva al Risultato desiderato:

Mondo del Coachee > Decisioni > Obiettivi > Azione > Risultato

Il Coach aiuta a rendere Positivi gli Obiettivi (es: “non voglio essere povero” diventa “voglio essere libero finanziariamente”), si assicura che siano Controllabili al 100% dal Coachee (es: “Quanto dipende da te questo obiettivo da 1 a 100?”), si assicura che una volta raggiunti il Coachee possa rendersene conto (es: “Quand’è che potrai dire di averlo raggiunto?”), che sia Misurabile, che ci siano le Risorse per raggiungerlo e infine che abbia una Scadenza Temporale.

Il Coach porta dal Sogno al Progetto.

Un testo che ci ha consigliato sul Coaching è Il Coaching di John Whitmore.

Wolfgang J. Goethe:

“Fino a che uno non si compromette, c’è esitazione, possibilità di tornare indietro e sempre inefficacia.

Rispetto a ogni atto di iniziativa (e creazione) c’è solo una verità elementare, l’ignoranza uccide innumerevoli idee e splendidi piani.

Nel momento in cui uno si compromette definitivamente, anche la provvidenza si muove.

Ogni sorta di cose accade per aiutare, cose che altrimenti non sarebbero mai accadute.

Una corrente di eventi ha inizio dalla decisione, facendo sorgere a nostro favore ogni tipo di incidenti imprevedibili, incontri e assistenza materiale, che nessuno avrebbe sognato potessero venire in questo modo.

Tutto quello che puoi fare, o sognare di poter fare, incomincialo.

Il coraggio ha in sé genio, potere e magia. Incomincia adesso.

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Corsi “Coaching in Azione”

Giorno II: Max Formisano

Il Secondo giorno è tornato il caro vecchio Max Formisano a farci da trainer: ormai il gruppo del Master Formazione Formatori – quelli che Corso-Formazione-Formatori-–-corsi-“Coaching-in-Azione”-Max-Formisano-e-Josè-Scafarelli13sono partiti con me dal primo corso, fino a questo – ne sente la mancanza, quando ci sono gli altri relatori.

🙂

Max (nella foto qui in alto con me) esordisce facendo un riepilogo della giornata precedente: scopo del Coaching, benefici e presupposti.

“Più brilla una persona, più Luce ci sarà al Mondo” – Robert Dilts

Max è molto pragmatico, per cui gli è stato naturale spostare il focus sugli aspetti più pratici del Coaching.

Coaching: la Prima Sessione

Nella prima sessione di Coaching va fissato l’obiettivo.

Va fatto un patto, un contratto tra Coach e Coachee, in cui si fissano le regole.

Le regole sono sugli obiettivi da raggiungere e su come ci si renderà conto che siano stati raggiunti.

Anche i criteri di Riservatezza vanno specificati: ciò che accade in una seduta di Coaching rimane tra il Coach e il Coachee.

Addirittura quel maniaco dei dettagli di Max ci ha descritto alcune caratteristiche ottimali dell’Ambiente in cui si tiene un Coaching.

Nella prima sessione si può anche fare una Panoramica su come il Coachee sia giunto fino a quel punto, quindi si può fare una breve indagine sul passato del Coachee.

Corso-Formazione-Formatori-corsi-Coaching-in-Azione-2E’ anche fissare quali sono le Aspettative del Coachee per questo tipo di incontri.

Detto questo, tutti a fare il nostro primo Coaching!

Ci siamo divisi in gruppetti da 3: un Coach, un Coachee ed un Osservatore si sono alternati nei ruoli nel primo degli esercizi della giornata.

Nella foto qui a destra, io, Gianluca e Alessandro (un altro degli irriducibili Master Formazione Formatori).

🙂

Sembrava un esercizio facile, solo alla fine della mia sessione da Coach, mi sono reso conto che pur facendo tutte le domande – come da copione – non mi ero reso per niente conto del problema esposto dal Coachee (Alex)…

😀

Vabé, diciamo che era la prima volta…

🙂

Coaching: Sessioni Successive

Nelle Sessioni successive di Coaching, bisogna individuare lo Stato Presente, i Passi da compiere e lo Stato Desiderato.

Mentre si va avanti, se ce ne sono, bisogna ristrutturare le credenze limitanti e gli autosabotaggi del Coachee.

Le Donande Limitanti sono:

  1. Di chi è la colpa?
  2. Ti senti depresso ora?
  3. Perchè?

Le Domande Potenzianti sono:

  1. Specifiche
  2. Aperte
  3. Come?
  4. Quanto?
  5. Quando?

Molto utili sono:

  • le Domande sulla Risposta: consentono di scendere in profondità, finchè non sono soddisfatto della risposta.
  • la Riformulazione della domanda
  • la Calibrazione, l’Ascolto e il Ricalco
  • la fissazione di Passi intermedi verso l’obiettivo

Altri argomenti sono stati il Mirroring, il Coaching Tridimensionale, le Convinzioni… tutti argomenti molto interessanti che per esigenza di tempo e spazio, non intendo trattare qui. Come al solito, se ti interessa, chiedi e ci faccio un minipost.

😉

Corso Formazione Formatori

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Giorno III: Max Formisano

Il terzo giorno è stato guidato ancora dal mitico Max Formisano (nella foto qui in alto siamo nell’ormai mitica posa da Formatori del Cuore).Corso-Formazione-Formatori-corsi-Coaching-in-Azione-Max-Formisano-e-Josè-Scafarelli-14

🙂

Di questa terza giornata ti dirò poco perchè è stata quasi completamente improntata sull’esercitazione pratica di interpretazione del ruolo di Coach.

L’unica cosa di tipo teorico che Max ci ha spiegato è stato il Faccia a Faccia, il modo ottimale per concludere una sessione di Coaching in modo motivante.

Questo Faccia a Faccia è una vera figata, molto divertente da fare e anche da vedere dall’esterno (se ci filmavano, ci prendevano per matti!).

🙂

Purtroppo non posso proprio raccontartelo, perchè altrimenti Max è la volta buona che mi toglie “la licenza di scrivere” resoconti sul Master Formazione Formatori!

😀

Posso però parlarti della Sessione di Chiusura…

Coaching: Sessione di Chiusura

Scopo della sessione di chiusura è rendersi conto di:

  • Cosa ha funzionato di più?
  • Cosa non ha funzionato?
  • Di cosa è più fiero il Coachee?
  • Di cosa aveva più paura?
  • Cosa è cambiato in lui?
  • Cosa si aspetta ora da se stesso?

L’ultima esercitazione di questo corso Formazione Formatori è stato un esercizio di Speed Coaching di 30 minuti a testa: ancora una volta gruppetto di 3: Coach, Coachee ed Osservatore.

Corso Formazione Formatori

Corsi “Coaching in Azione”:

Conclusioni e Prossimi Appuntamenti

Dopo tanti moduli, mi rendo conto che iniziano ad entrarmi dei principi importanti: alcuni aspetti che si ripetono, vengono finalmente assimilati.

Questo modulo per me è stato quello che più mi ha fatto comprendere il perchè di tante cose che riguardano la mia vita relazionale.

Ascoltare, porre domande senza aver fretta nell’attendere una risposta, sospensione del giudizio, non dare una mia soluzione

…queste caratteristiche indispensabili per un Coach, mi hanno fatto riflettere su quanto potrebbe cambiare (ed è già cambiata) la mia vita, i rapporti con i miei cari, con gli amici, eccetera.

Insomma, credo che questo modulo sia utile non soltanto per chi desidera intraprendere la carriera di Coach professionista, ma anche di chi vuole migliorare a 360° come persona.

Il prossimo corso penso che sarà molto più tecnico di questo, meno incentrato sulle emozioni e molto di più sulla strategia: Come promuiversi Online e Offline.

E’ una materia che adoro – come saprai – e credo che potrebbe essere una splendida occasione soprattutto per chi ha perso l’opportunità di iscriversi al mio corso di Internet Marketing con il Laboratorio Info Prodotti.

Ecco il riepilogo dei corsi del MASTER FORMAZIONE FORMATORI (quelli recensiti e i prossimi corsi):

  • COACHING IN AZIONE (è il modulo che ho raccontato in questo post)

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Si, lo voglio adesso!

🙂

1abbraccio

Josè

PS

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