Kryon, le 4 Paure: La paura dell’abbandono

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Inizia il percorso di 4 Paure raccontate da Kryon.

Kryon 1a Paura: La paura dell’abbandono

Stasera parliamo a una persona (tra i presenti in sala, ndr.) che ha veramente paura di essere lasciata, di essere totalmente abbandonata anche se non c’è nulla in questa vita attuale che può aver causato questo sentimento.

Ti invito a ricordare qualcosa: qualcosa che nel tuo cuore creerà un’emozione e una comprensione.

Carissima, hai nove anni e sei di sesso femminile, proprio come adesso.

Ti svegli e ti ritrovi in una piccola barca insieme ad altre quattordici persone.

Ondeggiando su e giù sul mare calmo, respiri l’aria che sa di sale e senti il tepore del sorgere del sole sul viso.

Questa serenità, tuttavia, dura poco perché il tuo cervello si affanna a cercare di ricordare perché sei lì!

Pian piano ricordi, e il tuo cuore si gonfia di dolore.

La tua ultima visione era di essere tra le braccia dei tuoi genitori sul ponte di una nave con alle spalle le fiamme un violento incendio.

Era una corsa disperata, ti stringevi al petto di tuo padre e sentivi la paura nel suo respiro.

Ricordi le grida e le urla di panico attorno a te.

Ricordi che tuo padre ti aveva lanciato nel vuoto ancor prima di raggiungere il parapetto e di aver fatto una lunga caduta nell’oceano calmo.

Dopo esserti liberata gli occhi dall’acqua e ripresa dallo sbalzo di temperatura, l’istinto aveva preso il sopravvento e avevi nuotato per qualche istante prima di essere sollevata dentro una piccola barca insieme ad altri.

Guardi indietro, verso la grande nave di legno ora del tutto avvolta dalle fiamme, ma i tuoi genitori non ci sono da nessuna parte.

Hanno salvato la tua vita, ma non hanno avuto il tempo di salvare la loro.

Guardi gli altri occupanti della barca, tutti adulti, e gridi che facciano qualcosa!

Vedi solo i riflessi gialli delle fiamme sui loro volti e nei loro occhi, anche loro pieni di spavento e di orrore per quello che vedono.

Non possono fare altro che guardare.

Lentamente, la grande nave s’inabissa nell’oceano, mentre il fumo si leva contro lo sfondo del tramonto, rendendo ancor più bello il cielo già rosso e giallo.

C’è – ironicamente – un lungo suono sibilante quando le acque spengono quell’incendio fuori controllo.

Poi più nulla.

Un vortice di bolle segna brutalmente la fine di una vita facile, piena di amore, attenzioni, aspettative e promesse.

Tutto finito.

Niente più lacrime.

C’è un momento, un attimo, dove con il tuo Sé Superiore di nove anni intuitivamente capisci che quello era il tuo contratto, che quello era l’accordo che avevi fatto con i tuoi genitori.

Solo che la logica e l’appropriatezza spirituale ti sfuggono, mentre senti l’incredibile vuoto dell’abbandono dell’amore.

La ragazzina è cresciuta di colpo e la bambina sembra essere morta.

Per un momento hai la tentazione di unirti a loro nelle acque – le acque del mar Baltico.

Ma il suicidio non fa parte della natura di un bambino, viene solo in seguito, con l’intellettualizzazio ne, con il cervello dell’adulto.

Il timbro è stato impresso, e questo sentimento e questa scena drammatica ti seguono vita dopo vita, e la lezione che portano con sé deve essere vista e compresa.

È così vivi la tua vita con gli altri, nessuno dei quali ti darà l’amore che hai ricevuto da quei genitori così speciali.

Per il resto della vita ti sentirai come se fossi in una barca con degli estranei.

Tu sai, carissima, chi sei in questo gruppo perché l’attributo del karma che hai tuttora davanti a te è la paura dell’abbandono.

Non è una paura logica di questa tua vita attuale perché non l’hai sperimentata qui, ma è una paura che senti forte.

In questa vita, da piccola eri un problema per i tuoi genitori perché ti aggrappavi a loro e non volevi mai lasciarli.

Anche ora chiami due volte al giorno colei che è rimasta solo per sentire se tutto va bene.

Le relazioni vanno e vengono perché semplicemente non riesci a trovare dentro di te la fiducia che un partner resti al tuo fianco e rifiuti di passare attraverso il dispiacere di una separazione: meglio restare sola, piuttosto.

Le fiamme della nave sono impresse nel tuo DNA come una macchia e tu vivi la tua vita andando dentro e fuori da esse, come si tesse una tela attorno a un filo letale che non può mai essere toccato.

Carissimi, questa sera vi invitiamo ad attraversare questo karma. Vedete, in questa sala, e anche tra chi sta leggendo queste parole, c’è chi vede la sua vita controllata dalla paura dell’abbandono.

Arrivano sul vostro cammino finestre di opportunità per correggere questa cosa, però non le varcate perché significa intraprendere un’azione che smuoverebbe la paura, toccherebbe il filo proibito, e così spesso vi sentite bloccati e non sapete perché.

Questo è il modo in cui funziona il karma.

Quando vi capitano simili situazioni, vi invitiamo a entrarci direttamente dentro! Lo strumento che ora avete è l’amore di Dio nella Nuova Energia.

Questo amore è tutto intorno a voi.

Le vostre guide e i vostri angeli vi sono accanto e vi tengono per mano, sia che vi troviate nel più lontano deserto o nella regione più affollata della Terra.

Sentitevi avvolgere da questo amore consacrato.

Reclamatelo!

Attraversate questo doloroso ponte, sentite l’amore che si riversa in voi e sappiate che l’abbandono non fa più parte del vostro programma.

Sentite il codice magnetico svanire mentre vi liberate di questo fantasma e sappiate che di voi si prende cura un’energia che non vi abbandonerà mai e poi mai.

I vostri sforzi saranno premiati dal successo, perché questa è la lezione e il suo superamento eleverà la vostra vibrazione e quella dell’intero pianeta!

Fonte

Estratto da:

Le Parabole di Kryon

di Lee Carroll

[Macro Edizoni – Stazione Celeste]

PS

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